In una non recente ricerca scientifica (pubblicata nel 2024 sul BMJ) una valutazione circa le cause di morte per attività lavorativa nell’anno 2022 ha sorprendentemente individuato 2 attività lavorative (su 443 esaminate) che hanno presentato le più basse incidenze di mortalità per Malattia di Alzheimer. Si tratta dei tassisti e degli autisti di ambulanza, 2 attività caratterizzate dalla stessa necessità di vivacità nell’elaborazione e nel’individuazione di indirizzi, luoghi e percorsi.
L’ippocampo è, come noto, importante per la memoria spaziale e l’orientamento ed è una delle prime regioni cerebrali ad atrofizzarsi nella malattia di Alzheimer. Questo studio ha proprio analizzato i decessi per malattia di Alzheimer tra le persone che svolgono professioni che richiedono frequenti elaborazioni spaziali e di orientamento. A titolo di paragone e per rendere più appropriati i risultai ottenuti, i ricercatori hanno anche esaminato altre professioni legate ai trasporti ma con minori esigenze di orientamento, ottenendo tassi di mortalità più elevati. Il basso tasso di mortalità per malattia di Alzheimer riscontrato tra i tassisti e gli autisti di ambulanza non è stato osservato quando sono state valutate altre forme di demenza oltre alla malattia di Alzheimer. Questo risultato suggerisce che i cambiamenti mediati dall’ippocampo nei tassisti e nei conducenti di ambulanze potrebbero ridurre il rischio di malattia di Alzheimer.
Una ricerca non solo curiosa, che ha fornito dati interessanti circa l’epoca in cui viviamo. Curiosamente, circa 40 anni orsono, i tassisti erano già stati coinvolti in ricerche correlate alle cause di mortalità, ma in questo caso le stesse avevano individuato nei tassisti, impegnati nei turni notturni nelle città più pericolose, come le professioni più coinvolte nella mortalità acuta coronarica da stress.
Post n° 4 del Settembre 2026 – Inserito il 05 Settembre 2026 da giuliani gian carlo – Foto: stockcake.com (uso gratuito) – Tag: Epidemiologia, Alzheimer.
