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L’igiene del cavo orale

L'Igiene del Cavo Orale

Generalità

L’igiene del cavo orale rappresenta una delle manovre assistenziali spesso poco considerate dagli Operatori, ma che assume invece per i Pazienti non autosufficienti un importante ruolo in termini di salute e prevenzione di importanti malattie, anche sistemiche. Quella dell’igiene del cavo orale non è, infatti, solo una misura di igiene, benessere ed estetica, ma anche una misura preventiva nei confronti delle principali malattie infettive delle prime vie respiratorie, degli annessi del cavo orale (es: infezioni delle ghiandole salivari), e, non ultime, delle stesse polmoniti dei soggetti fragili.

Con una corretta igiene del cavo orale risulta possibile, nel tempo, non solo contribuire a benefici locali come la prevenzione di carie, della perdita di denti e delle patologie peridontali, ma anche a ridurre il numero di patogeni (che potrebbero andare in circolo o che potrebbero essere aspirati nei polmoni), a poter facilitare la nutrizione, a migliorare la percezione del gusto dei cibi, a ridurre le algie orali e, soprattutto, a migliorare la Qualità di Vita e l’Autostima dei Pazienti.

 

Secondo le principali revisioni sull’argomento le persone più soggette a malattie orali sono quelle che soffrono di deterioramento cognitivo ed, in generale di patologie degenerative cerebrali, di elevato grado di dipendenze nelle ADL, di secchezza delle fauci e di ridotta secrezione di saliva, di diabete, di tabagismo e di ogni forma di scadimento delle difese immunitarie e delle condizioni generali, oltre che quelle che non sono in grado di effettuare autonomamente l’igiene, senza, talora, riconoscerne il bisogno o il significato. Un importante ruolo nella genesi delle patologie del cavo orale, è poi rappresentato dall’assunzione di un discreto numero di farmaci, condizione questa favorevole all’aumento della secchezza delle fauci ed alla riduzione della produzione della saliva, prima vera e propria barriera anti-placca batterica.

 

La lettura delle principali revisioni cliniche sottolinea non solo gli elementi puramente assistenziali ma anche e soprattutto quelli clinici riconducibili alla scarsa salute ed igiene orale.

Da Nursing Health Science (Marzo 2025) segnaliamo il paper Assistenza sanitaria orale: una revisione sistematica delle linee guida per la pratica clinica, riportandone l’Abstract:

“Mantenere una buona igiene orale è essenziale per prevenire e gestire i problemi di salute orale. Questa revisione sistematica si proponeva di identificare e valutare le linee guida di pratica clinica sull’igiene orale, concentrandosi sulla qualità e sulle aree chiave. È stata condotta una ricerca esaustiva su PubMed, CINAHL, Scopus, Cochrane e sui siti web di organizzazioni. Sono state incluse le linee guida di organizzazioni sanitarie incentrate sulla salute orale, l’educazione all’igiene e la prevenzione delle malattie. Sono state escluse le linee guida basate su pareri di esperti e quelle incentrate su patologie specifiche. Lo strumento AGREE II è stato utilizzato per valutare la qualità e una sintesi narrativa ha riassunto le raccomandazioni per le fasce d’età pediatriche, adulte e geriatriche. Sono stati esaminati nove studi. I risultati hanno mostrato che gli spazzolini elettrici non sono significativamente più efficaci di quelli manuali nella prevenzione della carie, sebbene possano ridurre la placca. Il dentifricio al fluoro è meno efficace se seguito da un risciacquo con acqua. Per gli adulti, si raccomandano collutori a base di clorexidina o fluoruro di sodio. Si consigliano controlli ogni sei mesi per bambini e adulti sani. Viene inoltre sottolineata l’importanza di una corretta cura delle protesi dentarie. È necessario aggiornare regolarmente le linee guida per la cura orale, poiché la salute orale influisce sulle funzioni essenziali e sul benessere sociale”.

 

Ad esempio, si sottolinea come molte oropatie siano associate a diverse condizioni cliniche patologiche: l’adulto con morbo di Alzheimer ha un ridotto flusso salivare, il diabetico ha un alto livello di malattie del periodonto. Recenti ricerche hanno identificato ulteriori importanti legami fra patologie orali e stato di salute generale negli anziani. Le periodontiti correlano con disturbi cardiovascolari; l’accumulazione di placca orale sui denti naturali e dentiere è collegata ad aspirazione polmonare.

Da tutto ciò si evince come i principali bisogni di igiene del cavo orale siano da ricercare proprio nei Pazienti fragili delle strutture lungodegenziali e delle RSA e come la salute orale per tali Pazienti sia un imperativo non solo morale.

L’igiene del cavo orale nei soggetti non autosufficienti

L’igiene del cavo orale nei soggetti non autosufficienti, secondo quanto concordemente segnalato nei principali Protocolli Assistenziali Aziendali, deve essere effettuata almeno 1 volta al giorno nei soggetti che non si alimentano per via orale ed almeno dopo i pasti principali nei soggetti che si alimentano per via orale. Il tutto oltre agli interventi “al bisogno”.

Prima di eseguire le manovre sarà, quindi, necessario valutare le condizioni generali, quelle di autonomia e lo stato di coscienza del Paziente, nonché le condizioni del cavo orale (labbra, mucosa orale, lingua, palato, denti ecc.) per escludere presenza di lesioni o patologie meritevoli di segnalazioni sanitarie, nonché la presenza di eventuale protesi dentarie.

La tecnica sarà differente a seconda del grado di dipendenza presentato dai singoli soggetti, così come il materiale da utilizzare, mentre comune sarà l’iniziale lavaggio delle mani dell’Operatore e l’informazione dovuta al Paziente sulle manovre che si dovranno eseguire. In ogni caso sarà necessario rimuovere ogni eventuale protesi dentaria.

 

  • A) Paziente Parzialmente Dipendente:
    In tale caso l’igiene del cavo orale viene effettuata con l’operatore che collabora e dirige l’Anziano, utilizzando i comuni materiali utilizzati per tale pratica (dentifricio, spazzolino, scovolino, bicchiere d’acqua, colluttorio, salviette od asciugamano, eventuale filo dentario ecc.), oltre che i propri guanti monouso.
    La posizione ideale da far assumere è quella seduta (o sdraiata sul lato, per evitare soffocamento) e, una volta preparato lo spazzolino con il dentrificio, se il Paziente non è in grado di farlo autonomamente, si dovrà procedere (delicatamente) spazzolando ciascun dente verticalmente dal basso verso l’alto, sia esternamente che internamente, per poi passare (delicatamente) a spazzolare la lingua ed a far sciacquare il Paziente per poi asciugarlo.

 

  • B) Paziente Totalmente Dipendente:
    In questo caso la procedura è più complessa e lunga, necessitando inizialmente l’apertura della bocca da parte del Paziente (nel caso di impossibilità sarà necessario usare un abbassalingua imbottito di garza da posizionare trai i molari posteriori). L’igiene vera e propria consiste invece nel passare (delicatamente) un tampone imbevuto di soluzione di colluttorio ed acqua (a scopo di pulizia), dapprima nelle parti interne delle guance e, successivamente, all’emi-arcate superiori destra, a quelle inferiori di destra, a quelle superiori di sinistra, a quelle inferiori di sinistra, al palato ed alla lingua, ponendo attenzione a sostituire ogni tampone ad ogni passaggio. Dopo aver risciacquato la bocca può risultare utile utilizzare del miele rosato od altro materiale per ammorbidire le labbra.

Alcuni protocolli, infine, sottolineano l’importanza di non mettere mai le proprie dita in bocca al Paziente non cosciente, per possibili reazioni riflesse masticatorie da parte del Paziente stesso.

Tali indicazioni potrebbero sembrare contraddittori con la pratica quotidiana che ci evidenzia come i Pazienti affetti da demenza senile siano quelli che maggiormente ostacolino le varie procedure assistenziali, quelle igieniche in particolare, potendo in questi casi rifiutare, ad esempio, l’apertura della bocca, l’utilizzo dello spazzolino o dello scovolino, la rimozione della protesi ecc. In questo caso si dovrà ricorrere, come in altre situazioni, all’utilizzo di “strategie comportamentali” da individualizzare per ogni Paziente sulla base delle sue peculiarità cognitive e comportamentali, sfruttando in particolare la comunicazione non verbale, i luoghi tranquilli e la suddivisione di compiti ed indicazioni.

Segnaliamo, infine, come negli ultimi anni le Ditte produttrici di prodotti ospedalieri e per l’assistenza, abbiano definito un ricco catalogo di prodotti monouso per l’igiene, tra cui anche bastoncini per l’igiene orale variamente accessoriati.

Classificazione

Terminiamo citando ancora le “Linee Guida sulla Gestione dell’igiene orale” prodotte da “The Joanna Briggs Institute”, riportando la traduzione integrale delle Raccomandazione in esse citate.

Grado A

  • regolari controlli dei denti e pulizia da parte di professionisti;
  • ridotta assunzione e frequenza di consumo dello zucchero;
  • pulizia regolare con spazzolino e uso di dentifricio al fluoride;
  • uso di acqua al fluoride per bere e per cucinare ecc.

Grado B

  • regolare pulizia della dentiera e sua rimozione durante la notte;
  • organizzazione di programmi formativi pratici rivolti ad infermieri e staff di cura, per migliorare la cura dell’igiene orale fornita agli ospiti delle residenze assistite per anziani;
  • applicazione di fluoride terapeutico, per esempio un dentifricio extraforte 5000ppm, un collutorio (in bottiglia spray) o, applicazioni di gel;
  • uso di gel o collutorio/spray a base di chlorhexidine gluconato antimicrobico;
  • uso di sostituti della saliva o di gomma da masticare senza zucchero, quando indicato per ridurre la xerostomia;
  • staff per condurre uno screening valutativo dentale e/o per completare, con facilità e regolarità, l’ esame dentale, fatto dal dentista all’ammissione dei residenti.

Grado C

  • uso di divaricatore buccale e di attrezzature dentali modificate per aiutarsi a stabilizzare la mascella, a interrompere il riflesso della masticazione o del morso, migliorare l’accesso alla bocca;
  • miglioramento della relazione fra i dentisti e lo staff operante nell’istituzione per assicurare che il team dentale diventi una parte del team di cura della struttura;
  • sviluppo, nella struttura, di individui specificatamente formati, che siano responsabili delle procedure dentali quali: la valutazione orale dei residenti, il monitoraggio del provvedimento di regolari cure di igiene orale, la formazione dello staff nelle pratiche di salute orale e l’organizzazione degli appuntamenti dentali.

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