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Fino agli Anni ’90 eravamo abituati a definire le Infezioni acquisite dopo contatto con ambienti di degenza ospedaliera con il termine Infezioni Ospedaliere. Con il successivo aumento delle tipologie dei Luoghi delle Cure (Reparti per Post-Acuzie, RSA Assistenza Domiciliare, Day Hospital ecc.), la diffusione dei devices-dispositivi sanitari, l’incremento della Popolazione a rischio (Anziani Fragili in particolare) e l’esplosione delle Infezioni Resistenti agli Antibiotici tale termine è stato sostituito con quello più realistico di Infezioni Correlate all’Assistenza.
Tali Infezioni rappresentano uno dei principali problemi sanitari ed organizzativi che tutte le strutture ospedaliere ed assistenziali debbono affrontare e risolvere nel corso della propria attività, dovendo continuamente affrontare nuove ed emergenti resistenze a farmaci antibiotici, nuovi germi sentinella e nuove problematiche organizzative e strutturali.
Molti sono ancora i pregiudizi che circondano tali infezioni, spesso provenienti proprio dagli Operatori stessi dei Reparti e dei Nuclei. Questi riguardano soprattutto le seguenti (errate) convinzioni:
In realtà le I. O. sono:
Le Infezioni Correlate all’Assistenza sono, come detto, tra i Principali Indicatori di Qualità dell’assistenza, in quanto sono spesso attribuibili ad Errori nelle Pratiche Assistenziali e sono quindi, per definizione, prevenibili, evidenziando “Errori Assistenziali” spesso misconosciuti, sottovalutati o non individuabili, riconoscendosi quindi in quelle situazioni cliniche definibili come “Eventi Avversi”, da misurare per imparare a gestirli.
Problema attuale:
Secondo i dati dell’ultima indagine condotta dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), la prevalenza di pazienti con almeno un’ICA nei Paesi UE/SEE è del 7,1%, con l’Italia che supera la media europea con un valore del 9,8%.
L’indagine, condotta su 1623 ospedali in 31 Paesi europei, ha coinvolto circa 300.000 pazienti. I dati emersi delineano un quadro preoccupante, con infezioni del tratto respiratorio (29,3%), del tratto urinario (19,2%) e del sito chirurgico (16,1%) come le più frequenti.
Inoltre, un terzo dei microrganismi isolati è risultato resistente ai farmaci. Tra i patogeni più comuni figurano Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Enterococcus e Staphylococcus aureus. La resistenza agli antibiotici è particolarmente elevata per Enterobacter, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter baumannii.
Purtroppo, la situazione in Italia è leggermente peggiore rispetto alla media europea. Il 9,8% dei pazienti ricoverati in ospedale in Italia ha contratto un’ICA, con una incidenza maggiore nei pazienti in terapia intensiva.
Problema urgente:
In ambito dei ricoveri geriatrici queste le sedi delle principali Infezioni Ospedaliere:
Percentualmente le localizzazioni delle infezioni ospedaliere negli ambienti sanitari a carattere assistenziale vedono le infezioni respiratorie tra le più frequenti, avendo superato (specie dopo l’epoca COVID) quelle delle vie urinarie, anche se non dobbiamo dimenticare come spesso siano entrambe presenti in contemporanea nei Pazienti Anziani Fragili (Dati 2016):
Vie Respiratorie (22,8%)
Batteriemie (18,3%)
Vie Urinarie (18%)
Sito Chirurgico (14,4%)
Ecc.
Predominano i Batteri, anche se i Virus sono progressivamente in crescita. A seguire Miceti e Virus.
Tra i Batteri predominano ancora i Gram. Per quanto riguarda i microrganismi coinvolti, su 67 tipologie di patogeni identificati rappresentano più del 45% di tutti gli isolamenti, spesso identificati come multi-resistenti.
Gram –:
Escherichia coli (13%),
Klebsiella pneumoniae (10,4%),
Pseudomonas aeruginosa (8,1%),
Gram +:
Staphylococcus aureus (8,9%) e
Staphylococcus epidermidis (6,3%)
Tra le principali Veicoli e Fonti delle Infezioni Ospedaliere si riconoscono:
L’Uomo:
Negli ultimi due casi i portatori sani possono contaminare il paziente oppure possono favorire la contaminazione ambientale e di conseguenza degli strumenti medicali, della biancheria, delle vivande e di tutta una serie di materiali che, venendo in seguito a contatto con il paziente, possono determinare la trasmissione della malattia infettiva.
L’ambiente:
Insieme di tutti quei substrati dove i batteri possono essere in grado di riprodursi (strumenti medicali, materiale d’uso, pomate, cibi ecc.)
Lista responsabilita’ vari Fattori:
Mani
Apparecchi Medicali
Polveri
Acqua Potabile
Acqua Demineralizzata
Tubazioni dell’acqua
Latte, Cibi Ecc.
Vestiti e Capelli
Gola del Personale
Biancheria dei Letto
Superficie dei Letti
Aria
Secrezioni dei Pazienti
Le infezioni Correlate all’Assistenza possono avere origine da:
flora batterica già presente nel Paziente (infezione endogena primaria, ad esempio quella da Haemophilus Influenzae, Streptococcus pneumonie ed Escherichia Coli)
un microrganismo che proviene da un’altra zona del corpo del paziente (infezione endogena secondaria come quella causata da Acinetobacter spp, Serratia spp e Klebsiella)
microrganismi provenienti dall’ambiente esterno (infezione esogena da Staphilococcus spp)
Generalmente si distinguono:
Agenti Patogeni Tradizionali: virus influenzale, virus dell’epatite, Salmonella ecc, che possono colpire anche il Personale di Assistenza.
Agenti Opportunisti: vale a dire tutti quei microrganismi che aggrediscono l’Ospite solo quando si verifica una diminuzione a vario livello delle difese dell’Ospite (Staphilococco Aureus Meticillino-Resistente MRSA – Legionella – Pseudomonas – Proteus ecc.)
Microrganismi ed Eventi Sentinella
Infezioni causate da microrganismi (alert organisms) l’individuazione dei quali prevede azioni immediate da parte del reparto di provenienza per motivi di ordine clinico-epidemiologico:
Microrganismi ad elevata diffusibilità e pericolosità
Antibioticoresistenza
Alert Organisms
Per problematiche sanitarie organizzative
Aumento n° di persone che vengono a Contatto con il Paziente
Maggiore mobilita’ nella struttura ospedaliera.
Inadeguatezza delle strutture
Inadeguatezza servizi
Carenza educazione sanitaria
Incremento “Pazienti a Rischio”
Per recettivita’ propria dei Pazienti
Immaturi \ Anziani
Immunodepressi
Ustionati \ Traumi \ Stato di Shock
Iponutriti e Debilitati
Obesi \ Diabetici
Insufficienti Renali
Con patologie infettive
Per recettivita’ indotta ai Pazienti
Operati \ Trapiantati
Curati con Immunodepressori
Con Terapie Radianti o Chemioterapici
Farmaci Tossici \ Antibiotici
Cateterizzati \ Tracheotomizzati
Trasfusi \ Dializzati
Portatori di Piaghe da Decubito
Altri Fattori
Eta’ (immaturi, neonati, bambini, anziani)
Sesso
Tipo di Reparto (chirurgie, rianimazioni, geriatrie ecc.)
Durata Ricovero (in proporzione diretta)
Durata pre-operatoria (in proporzione diretta)
Esposizione e durata manovre invasive
Altre cause di Infezioni Ospedaliere
resistenza agli antibiotici
mancanza vaccini efficaci
uso sangue e suoi derivati
carenza strumenti preventivi
elevata occupazione letti
Fattori Favorenti le Infezioni Ospedaliere
Le Infezioni Ospedaliere (I.O.) sono un problema?
Problema prioritario di qualità dell’assistenza per
i pazienti ricoverati
la gestione economica dell’ospedale
Problema persistente per
caratteristiche cliniche dei pazienti
crescente complessità e invasività dei profili assistenziali
più agevole diagnosi e migliore definizione nosocomiale
uso di metodiche diagnostiche e terapeutiche sempre più invasive
invecchiamento della popolazione (riduzione delle difese immunitarie)
frequente trasporto endogeno di batteri nosocomiali
amplificazione della flora endogena resistente per uso\abuso di antibiotici
riserve ambientali non individuali
La prevenzione delle Infezioni Ospedaliere deve essere programmata e rivolta in più ambiti. In particolare si distinguono le seguenti Tappe per la prevenzione delle Infezioni ospedaliere:
Interventi riguardanti la pratica clinica
Definizione, verifica e controllo dell’attuazione di protocolli relativi a:
Promozione di comportamenti corretti e formazione
Interventi di tipo organizzativo (principalmente nelle strutture sanitarie)
Il lavaggio delle Mani
Il lavaggio delle mani degli Operatori è considerato la misura più importante nel controllo delle infezioni ospedalieri. Gli scopi del lavaggio delle mani sono riconducibili soprattutto a:
Il lavaggio delle mani riguarda tutti gli operatori. L`uso dei guanti durante l’assistenza non elimina la necessita di lavarsi le mani. Si diversifica a secondo degli obiettivi:
Dal “Sistema europeo sorveglianza antibiotico-resistenza”, rapporto 2008.
Il sistema EARSS è stato fondato dalla Commissione Europea, dal ministero olandese della Sanità, del benessere e dello sport e dall’Istituto nazionale olandese di Sanità pubblica e dell’ambiente. Si tratta di una rete che collega sistemi di sorveglianza nazionali e che fornisce dati di suscettibilità e resistenza agli antibiotici dei batteri invasivi di maggior interesse. Scopo di EARSS è la produzione di dati confrontabili e affidabili, attraverso la collaborazione di tutti i Paesi membri, oltre che Islanda e Norvegia. La rete prevede la raccolta di dati di laboratorio ed epidemiologici che forniscano dati di incidenza e andamento temporale della resistenza antimicrobica e descrivano le differenze regionali. I dati sono forniti trimestralmente da oltre 800 laboratori che servono più di 1300 ospedali, in 31 Paesi europei. Il rapporto 2006 documenta gli sviluppi che si sono avuti tra il 1999 e il 2006, confermando il costante declino dell’efficacia degli antibiotici in tutta Europa. Questa tendenza generale riguarda tutti gli Stati membri, in particolare l’area del Mediterraneo e dell’Europa dell’Est, con l’eccezione dei Paesi scandinavi e dei Paesi Bassi nei quali, al contrario, si evidenziano livelli di resistenza piuttosto bassi.
La resistenza antibatterica è in costante aumento in tutta Europa. Solo uno sforzo concertato potrebbe invertire questa tendenza. Alcuni Paesi, come Slovenia e Francia, stanno riuscendo nell’impresa. Il rapporto annuale del Sistema europeo di sorveglianza dell’antibiotico-resistenza (EARSS) conferma l’allarmante perdita di efficacia degli antibiotici.
La questione della resistenza antibatterica ha assunto negli ultimi anni grande rilevanza: l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritiene che la resistenza agli antibiotici rappresenti la più grande minaccia nell’ambito delle malattie infettive.
Conoscenza:
Intervento:
Politica d’uso degli antibiotici:
Interventi:
Programma di Controllo Delle Infezioni
L’adozione di tali precauzioni può realmente contribuire ad una riduzione delle infezioni ospedaliere.
Recenti studi hanno infatti dimostrato che è possibile ottenere:
A: pianificazione e gestione di programmi di Formazione,
B: valutazione dell’efficacia di politiche di intervento attuate
C: prevenzione e controllo rivolti a: Paziente – Personale – Ambiente e Visitatori
D: Prevenzione attraverso
E: Formazione in tema di Infezioni Ospedaliere attraverso la progettazione e realizzazione di:
F: Verifica attraverso:
Direttore Responsabile: Dr. Gian Carlo Giuliani
Telefono: (+39) 338-139.36.87
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