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Le Cadute

Le Cadute: Evento Avverso e/o Fattore di Rischio Generale per l’Anziano Fragile?

Generalità

Le cadute nell’Anziano rappresentano uno dei primari problemi di sanità e di spesa pubblica, essendo uno delle principali cause di morbilità, disabilità, istituzionalizzazione e di morte.

Talora la caduta assume il compito di «smascherare» la Fragilità del Paziente, non ancora rivelatasi in altri modi.

L’entità del fenomeno sta aumentando proporzionalmente all’invecchiamento della Popolazione.

 

Varie le definizioni utilizzate per il termine <caduta>. Ne ricorderemo le principali.

  • Ogni cambio di posizione improvviso e non intenzionale che porti il soggetto ad urtare con qualsiasi parte del corpo al suolo.
  • Un improvviso cambiamento di posizione che determina l’atterramento o scivolamento della persona su un oggetto o sul pavimento o al suolo (Tinetti ME 1997).
  • Evento inatteso che porta una persona a terra da un livello più alto (ICD 9)
  • Quando la linea verticale che passa attraverso il centro della massa corporea si sposta oltre il baricentro e non viene corretta in tempo (Isaacs B 1985)
  • Un improvviso, non intenzionale, inaspettato spostamento verso il basso dalla posizione ortostatica o assisa o clinostatica (quella più utilizzata e condivisa)

La frequenza delle cadute aumenta all’aumentare dell’età: circa il 30% dei soggetti ultrasessantacinquenni viventi a domicilio riportano almeno una caduta all’anno. Tale percentuale sale al 50% considerando i soggetti ultraottantenni e supera il 50 % nei soggetti istituzionalizzati. Il 50% dei soggetti riportano cadute multiple e la prevalenza è superiore nel sesso maschile fino ai 75 anni, quando la situazione si capovolge. Se una persona è già caduta una volta, ha più probabilità di cadere nuovamente.

Altri dati di interesse riguardano:

  • La Mortalità: dal 12 al 37% % degli ultra75enni che viene ricoverato per caduta con fratture femorali muore entro un anno e tale % aumenta se la frattura femorale non è stata operata. Le lesioni non intenzionali (cadute) sono, inoltre, la sesta causa di morte negli over-75 anni. Valutando tutti gli over-65, la mortalità raggiunge il 50% entro 5 anni
  • La Morbilità: il 40% dei Pazienti che cade viene ricoverato in H. Almeno il 95% delle fratture femorali sono dovute a cadute.
  • La Disabilità: dopo una frattura il 60% dei Pazienti presenta una ridotta mobilità ed il 25% rimane dipendente in più funzioni.
  • L’Istituzionalizzazione: il 40% circa degli Inserimenti in RSA è successivo ad una frattura femorale.

 

Molti studi di popolazione hanno descritto l’epidemiologia delle cadute negli anziani in differenti contesti, e i tassi variano in modo considerevole: quelli più bassi (30-160 per 100 persone all’anno, in media 65 per 100) sono stati rilevati negli anziani che vivono in comunità, generalmente tra persone di 65 anni e oltre. Anche se la maggior parte di queste cadute non causa lesioni importanti, circa il 5% provoca una frattura o richiede il ricovero. Inoltre, i tassi di cadute e le complicazioni associate aumentano sensibilmente con l’età e raddoppiano nelle persone con più di 75 anni.

 

Gli anziani ricoverati in residenze assistite hanno tassi molto più alti. In questi contesti, le complicazioni sono più frequenti e più serie, con il 10-25% di cadute che esitano in fratture o lacerazioni.

In Italia, nel 2002 è stato stimato che il 28,6% (26-31%) delle persone con 65 anni e più cade nell’arco di 12 mesi. Di questi, il 43% cade più di una volta. Il 60-70% avvengono in casa.

Relativamente alle Cadute in ambiente Sanitario si segnala una prima Valutazione a carico di alcuni Ospedali di Bologna, che però non hanno rilevato gli Eventi negli orari notturni.

Successive Valutazioni hanno suggerito i seguenti dati:

  • I reparti medici sono risultati quelli in cui si sono maggiormente verificate delle cadute, rispetto a quelli chirurgici
  • Il maggior numero di cadute si sono verificate di notte
  • Le fasce di età maggiormente coinvolte nelle cadute sono risultate quelle tra i 75 e gli 85 anni. A seguire quelle tra i 65 ed i 75 anni
  • I Maschi sono caduti più frequentemente delle Femmine
  • La maggior parte dei Pazienti caduti non ha riportato alcun danno
Tipi di Cadute

Si distinguono generalmente:

  • Cadute Prevedibili: (78%)
    Cadute che accadono in Pazienti che sono ad alto Rischio di Cadute
  • Cadute Accidentali: (14%)
    La Caduta può essere attribuita a fattori ambientali o a fatalità
  • Cadute Imprevedibili: (08%)
    Cadute che non possono essere previste a priori prima della loro avvenuta (es: ischemia cerebrale, frattura pre-caduta ecc.)

Le cadute, in realtà, sono eventi complessi, con vari Fattori che intervengono a modellare il Rischio.

Generalmente, si distinguono Fattori Intrinseci (riconducibili al Paziente) e Fattori Estrinseci (riconducibili all’Ambiente), talora associati a favorire i vari meccanismi delle cadute (modificazioni del controllo posturale, modificazione della marcia ecc.

Fattori Intrinseci

Alterazioni Fisiologiche legate all’Età:

  • Apparato muscolo-scheletrico (riduzione massa muscolare – alterazione del passo – riduzione altezza e lunghezza del passo – riduzione della velocità media di andatura – incremento delle oscillazioni posturali in posizione di equilibrio statico – logoramento cartilagini articolari e legamenti – riduzione del liquido sinoviale – riduzione del contenuto di acqua nei tendini ecc.)
  • Apparato cardio-vascolare (riduzione della compliance ventricolare – riduzione della frequenza cardiaca massima –ridotta tolleranza all’esercizio fisico ecc)
  • Sistema Nervoso Centrale (riduzione della velocità di conduzione assonale – riduzione dei neuroni del corno anteriore del midollo spinale – riduzione della sensibilità tattile, termica e dolorifica – riduzione dei neuroni cerebellari – disturbo propriocettivo – riduzione dei riflessi ecc.)
  • Apparato Visivo (iride più piccola e rigida – cristallino opacizzato – riduzione dell’acuità visiva, della visione notturna, del senso di profondità, della tolleranza, dell’abbagliamento ecc.)
  • Apparato uditivo-vestibolare (cerume disidratato e più compatto – irrigidimento della catena degli ossicini acustici – perdita delle cellule cigliate e dei neuroni a livello cocleare ecc.

Condizioni Patologiche:

  • Apparato muscolo-scheletrico (ipostenia muscolare arti inferiori – artrosi – deformità dei piedi ecc.)
  • Apparato cardio-vascolare (infarto miocardico acuto – scompenso cardiaco – ipotensione – sincope ecc)
  • Sistema Respiratorio (broncopolmonite – sincope da tosse – embolia polmonare ecc.)
  • Sistema Nervoso Centrale (ictus – malattie psichiatriche tipo depressione – vasculopatie cerebrali – demenze – M: di Parkinson e Parkinsonismi – insufficienza vertebro-basilare . Neuropatie periferiche ecc.)
  • Sistema Gastro-Intestinale (emorragie – diarree – vomito ecc.)
  • Sistema Endocrino e Metabolico (ipoglicemia – disidratazione – ipotiroidismo – ecc.)

Farmaci:

  • Antidepressivi
  • Ipnotici e sedativi
  • Antipsicotici
  • Lassativi
  • Diuretici
  • Antipertensivi
  • Antianginosi
  • Ipoglicemizzanti ed Insuline

Fattori Precipitanti:

  • Malattie Febbrili
  • Delirium
  • Riacutizzazioni di Patologie Croniche
  • Storia di pregresse Cadute
  • Deficit di deambulazione
  • Deficit nell’uso degli Ausili

Pericoli Ambientali:

  • Illuminazione inadeguata
  • Tappeti a terra
  • Assenza di maniglioni nelle stanze e nei bagni
  • Pavimenti scivolosi e\o bagnati
  • Cavi elettrici, prolunghe oppure oggetti sulla superficie calpestabile
  • Marciapiedi irregolari e cordoli rotti
  • Ambienti sconosciuti
  • Utilizzo di scarpe inadatte (ciabatte aperte o le scarpe con i tacchi degli anziani in RSA)
Predittori di Cadute

Alcune Scale di Valutazioni considerano 3 Fattori di Rischio (Debolezza Muscolare arti inferiori – disturbi dell’equilibrio e consumo di oltre 4 farmaci al giorno). Nel caso di contemporanea presenza dei 3 Fattori di Rischio, questo è quantificabili al 100%, mentre, in caso di assenza di tutti tali Fattori di Rischio, questo è quantificabile solo al 12%.

Relativamente alle Scale di Valutazione del Rischio per Cadute, come segnalato in altra voce di Menù di questo Portale, sappiano come ne esistano varie e come non siano dotate di estrema appropriatezza, anche se la Scala Conley risulta quella ancora più utilizzata a tale scopo.

I luoghi delle Cadute

Ogni luogo è valido per cadere, ma ne esistono alcuni preferenziali, riconducibili innanzitutto ai differenti setting ipotizzabili: domicilio, luoghi di degenza e luoghi pubblici.

Dati non recenti indicano a circa il 60% le cadute domestiche, al 30% quelle nei luoghi pubblici ed al 10% quelle negli ambienti di degenza.

Al domicilio le cadute privilegiamo innanzitutto la cucina, poi la camera da letto, le scale ed il bagno, prevalendo di giorno. Negli ambienti di degenza le cadute prevalgono di notte, in vicinanza del letto, nella camera, poi nei corridoi ed, infine, nei bagni.

La maggior parte delle cadute si verifica in ambienti chiusi. Alcune accadono stando fermi. Tuttavia, la maggior parte si verifica mentre le persone si muovono, si coricano o scendono dal letto, si siedono o si alzano da una sedia o dal sedile del water, camminano, salgono o scendono le scale. Durante il movimento, è possibile inciampare, impigliarsi o perdere l’equilibrio. Ogni movimento può essere pericoloso. Tuttavia, se le persone si stanno affrettando o se non prestano attenzione, il movimento diventa ancora più pericoloso. Ad esempio, precipitarsi in bagno (soprattutto di notte quando non si è completamente svegli o l’illuminazione è scarsa) o a rispondere al telefono o camminare mentre si parla con un telefono portatile può rendere la camminata più pericolosa. (Manuale MSD – Le cause delle cadute).

Conseguenze delle Cadute

Varie sono le possibili conseguenze delle Cadute, prevalendo statisticamente l’assenza di conseguenze significative. Ma quando queste compaiono risultano di varie nella tipologia e nella tempistica di comparsa.

Riconosciamo così:

Complicanze immediate o ravvicinate:

  • complicanze derivanti direttamente dal trauma:
    • ferite, contusioni ed abrasioni dei tessuti molli
    • fratture (prevalenti al polso, al bacino, alle coste ed a seguire, al femore ecc.)
    • traumi cranici
    • decesso (raro ma possibile)
  • complicanze secondarie ad eventi collaterali alla caduta:
    • TVP ed emboli grassi
    • ipotermia
    • broncopolmoniti

A distanza:

  • Paura di cadere
  • Ansia e depressione
  • Ridotta mobilità
  • Isolamento sociale
  • Declino psico-fisico
  • Istituzionalizzazione

 

Il modo con cui una persona cade determina il tipo di lesione: le fratture del polso si verificano quando si cade in avanti o all’indietro appoggiandosi a terra con la mano, le fratture dell’anca si verificano tipicamente quando si cade sul lato, mentre le cadute all’indietro sui glutei sono associate più raramente a fratture.

Le fratture del polso sono più comuni di quelle dell’anca tra i 65 e 75 anni, mentre quelle dell’anca predominano in età più avanzata: ciò riflette probabilmente il rallentamento dei riflessi e la riduzione dell’abilità di proteggere l’anca, attutendo la caduta con la mano (comportamento, questo, che appunto provoca le fratture del polso negli anziani più giovani).

Il problema delle cadute nella popolazione anziana non è semplicemente legato all’elevata incidenza ma si tratta di una combinazione di incidenza e facilità di esito in lesione, dal momento che tra gli anziani c’è un’elevata prevalenza di malattie come l’osteoporosi e cambiamenti fisiologici associati all’età, come il rallentamento dei riflessi protettivi che rendono particolarmente pericolose anche cadute lievi. Senza considerare come la guarigione di una frattura, è di solito lenta nelle persone anziane, aumentando il rischio di successive cadute.

Un’altra complicazione è la sindrome ansiosa post caduta, in cui un individuo riduce movimento e attività in modo eccessivamente cauto, proprio per paura di cadere, riducendo la forza muscolare, favorendo una deambulazione anormale e, a lungo andare, un ulteriore aumento del rischio di cadere.

Prevenzione delle Cadute

Contempla varie strategie:

  • Interventi ambientali (camere da letto, camere da degenza, posizionamento di sensori anti-caduta ecc.)
  • Interventi educativi ed informativi (sui rischi, sulle conseguenze, sulla deambulazione ecc,)
  • Interventi sanitari (farmaci, ausili, cuscinetti protettori femorali ecc.)
  • Interventi fisici: La pratica del Tai Chi, un’antica arte marziale cinese che combina posture e movimenti dolci con la concentrazione mentale e la respirazione, permetterebbe di ridurre maggiormente il rischio di cadute negli anziani.
Segnalazione di una Ricerca Personale

Segnalo una analisi sulle Cadute eseguita anni orsono, stimolata da una Tesi Interna di Master, finalizzata alla Valutazione dei Fattori di Rischio su una Popolazione di 5.555 Pazienti Geriatrici.

Risultati ottenuti

Sesso: il Campione di Pazienti arruolati è risultato in circa il 63,40% costituito da Femmine ma, all’interno di ognuno dei 2 Gruppi di Sesso i Maschi sono risultati maggiorente coinvolti nelle cadute, nel 13% dei casi contro il 10,61% delle Femmine e tale differenza è risultata statisticamente significativa con un p<0,0025.

Età: nella Popolazione Totale l’Età dei Pazienti caduti è risultata pressochè identica nei 2 gruppi (81 anni), mentre sia nei Maschi che nelle Femmine le Persone non cadute sono risultate più anziane, ma solo nelle Femmine tale differenza è dotata di una significatività statistica (p<0,050). Per meglio comprendere questo dato, apparentemente discutibile, è bene valutare la distribuzione dei caduti (e dei non caduti) per classi di età suddivise per 5 anni l’incidenza di cadute aumenti progressivamente per raggiungere un massimo nella classe 81-85, per poi diminuire nelle classi successive, verosimilmente sia per una maggior percentuale di soggetti non-autosufficienti con una maggiore mortalità che per migliori condizioni cliniche, invece, di quelli autosufficienti.

Numero di Malattie e singole Malattie: il numero di patologie attive non differenzia i Maschi dalle Femmine nei 2.000 casi della Popolazione Globale, mentre differenzia significativamente i Pazienti che cadono, presentandosi più numerose sia nella Popolazione Totale dei Caduti che nei singoli Gruppi per Sesso. Qui la significatività varia da un p<0,0005 ad un p<0,050.

Relativamente alle singole Patologie come I Diagnosi di Dimissione, notiamo come le Neoplasie rappresentino la principale patologia di dimissione, seguite Patologie Respiratorie, da quelle Cardiologiche, Vascolari ecc., mentre i Pazienti con I Diagnosi di dimissione una patologia depressiva od una chirurgica sono risultati essere meno presenti nelle Casistiche di Patologie e Cadute.  Valutando invece la presenza di alcune particolari Patologie, indipendentemente dalla posizione (comorbilità) nella Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO) abbiamo che il Diabete Mellito, di cui sono affetti il 25-26% dei Pazienti della Popolazione Globale, differenzia enormemente i Caduti dai Non Caduti, sia nella Popolazione Generale che nei singoli Sessi. E’ soprattutto nel Sesso Maschile che la presenza del Diabete Mellito fa la differenza esponendo significativamente i Pazienti affetti ad una maggiore incidenza di cadute. A seguire la Demenza Senile e le Patologie Respiratorie.

La presenza di una Patologia Neoplastica presenta un particolare comportamento, rappresentando quasi un Fattore di protezione per caduta nei Maschi ma un significativo Fattore di Rischio nelle Femmine, dati correlabili alle peggiori condizioni di salute fisica e di autonomia dei Maschi stessi, meno propensi così alle cadute.

Una patologia depressivo-ansiosa tale da richiedere un trattamento farmacologico differenzia significativamente la Popolazione Globale delle Femmine, prevalendo rispetto a quella dei Maschi (p<0,001), mentre, relativamente ai Pazienti caduti, questo elemento rappresenta un Fattore di Rischio per cadute nelle sole Femmine (p<0,050).

Mortalità: i dati della Popolazione Globale ci segnalano come il tasso di mortalità prevalga significativamente nei Maschi rispetto alle Femmine (p di significatività <0,001), mentre non esistano differenze nel confronto tra Caduti e Non Caduti, sia nella Popolazione Generale che nei singoli Gruppi per Sesso.  Quindi una caduta non aumenta il rischio di morte, anche se deve essere considerato come in questa casistica non siano stati registrati traumi drammaticamente gravi.

Evoluzione della Degenza: la maggior percentuale dei Pazienti dimessi al termine della degenza fa rientro al domicilio. Valutando però le singole sotto-popolazioni notiamo come i Pazienti Caduti facciano meno rientro al domicilio (p<0,050), Maschi in particolare (p<0,001). L’inserimento in RSA, che prevale significativamente nella Popolazione Globale nelle Femmine (p<0,025), allorquando si valuta il fenomeno delle cadute si evidenzia come i Pazienti Caduti siano significativamente maggiormente inseriti in RSA (p<0,050), senza però differenze di Sesso.

Esami di Laboratorio: nessuno dei 12 Parametri di Laboratorio analizzati (glicemia, azotemia, creatininemia, sodiemia, potassiemia, proteine totali, % albuminemia, VES, emoglobina, ematocrito, globuli bianchi e linfociti) ha rappresentato un Fattore di Rischio per Cadute in nessuna Popolazione valutata.

 

Scala Norton: la Scala Norton risulta significativa per distinguere i Maschi dalle Femmine all’interno della Popolazione studiata (i Maschi sono in peggiori condizioni generali, risultando però più mobili, deambulati e meno incontinenti), ma non per differenziare le sottopopolazioni (Totale, Maschi e Femmine) tra Caduti e Non Caduti. All’interno dei singoli Items si distinguono le sole Condizioni Psichiche, che risultano significativamente peggiori nei Pazienti Caduti.

% Allettamento ed Incontinenza Sfinterica: tali 2 Items non risultano in grado di differenziare nessuna delle SottoPopolazioni individuati nell’attuale Confronto.

Deterioramento Cognitivo: il Deterioramento Cognitivo non distingue significativamente i Maschi dalle Femmine, mentre risulta in grado di distinguere chi cade (più deteriorato) e chi non cade, alla pari delle Femmine che cadono (più deteriorate) e quelle che non cadono.

La gravità del deterioramento cognitivo determina un progressivo aumento della % dei Pazienti che cadono, man mano che aumenta il n° di Errori all’SPMSQ, ma nei casi più avanzati le cadute si riducono, risultando a carico dei Pazienti Dementi con disturbi comportamentali.

Scala Conley: la Scala più nota per individuare il Rischio di Cadute, non differenzia i Maschi dalle Femmine ma è in grado di distinguere significativamente chi cade da chi non cade (sia nella Popolazione Totale che nei SottoGruppi Maschile e Femminile).

Scala di Non Autosufficienza per Motivi Medici (DMI): tale Scala non differenzia i Maschi dalle Femmine, ma risulta significativamente in grado di differenziare chi cade da chi non cade (Popolazione Totale ma anche all’interno dei Maschi e delle Femmine).

Scala del Rischio di Caduta: la nostra Scala risulta idonea a differenziare significativamente esclusivamente i Pazienti che cadono da quelli che non cadono.

Non differenze tra Maschi e Femmine, né all’interno di altri SottoGruppi.

Comorbilità CIRS: LA Scala CIRS, indicante la quantità e la gravità della Comorbilidà, significativamente peggiore nei Pazienti Maschi vs Pazienti Femmine, risulta idonea a differenziare significativamente chi cade da chi non cade, senza però confermare tale peculiarità all’interno dei 2 Sessi.

Autonomia nelle ADL: Le Femmine sono meno autonome nelle ADL rispetto ai Maschi, ma non si riscontrano differenze tra caduti e non caduti e né all’interno dei SottoGruppi Maschili e Femminili.

Singoli Items della Scala ADL: non differenze nei confronti valutati, se si eccettua la curiosa significatività del Parametro Autonomia nell’Alimentazione, significativamente più elevato nei Pazienti che cadono rispetto a quelli che non cadono, nonché nelle Femmine che non cadono rispetto a quelle che non cadono. Tale dato risulta di non facile interpretazione, ma in questo caso il significato dell’Item riguarda non tanto l’Autonomia nell’Alimentazione, quanto le capacità motorie degli arti superiori, che risultano più valide in chi cade, verosimilmente perché associate a minore critica e maggiori rischi comportamentali.

Carico Infermieristico: la nostra Scala Infermieristica non presenta alcuna variazione significativa.

Utilizzo di Antidolorifici: la Terapia del Dolore è in grado di favorire significativamente le cadute sia nella Popolazione Generale che in quella solo Femminile. L’uso di Farmaci è notoriamente un fattore favorente e/o precipitante delle cadute, anche e soprattutto gli antidolorifici oppioidi, utilizzati nel nostro caso.

Fibrillazione Atriale: contrariamente a quanto si possa ipotizzare, la presenza di FAC non risulta collegato a nessuna differenza all’interno delle singole Popolazioni.

Catetere Vescicale e Lesioni da Pressione:

La presenza di Catetere Vescicale (all’ingresso od alle Dimissioni) non risulta in grado di favorire le cadute, se si esclude tale Fenomeno (solo all’Ingresso) nelle Femmine che cadono.

Le Lesioni da Pressioni presenti all’Ingresso riducono il rischio di Caduta, ma solo nella Popolazione Generale dei Caduti ma non nei SottoGruppi per Sesso. Sicuramente chi ha lesioni da pressione è anche più malato, meno autonomo e, quindi, più a rischio anche di cadute.

La comparsa, invece di Nuove Lesioni da Pressione non differenzia nessun SottoGruppo definito.

L’indicazione ad un Trattamento Fisioterapico è significativamente possibile nelle Pazienti di Sesso Femminile, differenziando anche, nella Popolazione Generale, chi cade (che necessita di maggiori trattamenti) da chi non cade.

Discussione dei Risultati

L’insieme dei risultati ottenuti evidenzia come il Fenomeno delle cadute sia un fenomeno complesso, coinvolgendo vari fattori, potendosi così individuare non solo vari Fattori di Rischio per le Cadute ma anche dei veri e propri Eventi Avversi successivi alle Cadute stesse.

Si individuano, infatti, come Fattori di Rischio:

  • Il Sesso Maschile
  • Il numero di Patologie
  • L’essere Diabetico
  • Presentare un discreto Punteggio alla Scala Conley
  • Presentare un certo Deterioramento Cognitivo
  • Essere Incontinenti Doppi
  • Essere Non Autosufficienti per Motivi Medici
  • Avere una discreta Comorbilità
  • Conservare ancora una discreta manualità
  • Non presentare, all’Ingresso, Lesioni da Pressione
  • Far uso di Antidolorifici (specie se oppioidi)

Relativamente al Sesso Maschile tali Fattori di Rischio vengono pressochè conservati, segnalandosi anche:

  • La patologia neoplastica
  • Un minor ruolo della comorbilità CIRS

Relativamente al Sesso Femminile si segnala anche:

  • Età più avanzata
  • Le patologie neoplastiche e quella depressivo-ansiosa
  • La presenza di Catetere Vescicale all’Ingresso
  • Un minor ruolo della comorbilità CIRS

Le Cadute, a loro volta, rappresentano un Fattore di Rischio per altri Eventi Avversi quali:

  • Incremento della Durata della Degenza
  • Un minor rientro al Domicilio
  • Una maggiore Inserimento in RSA alle Dimissioni

 

L’insieme dei Dati presentati ha presentato numerose Evidenze, anche inizialmente poco considerate ma in realtà più che idonee per incrementare le strategie preventive e comportamentali nei confronti delle Cadute, di per sé più che sufficienti per provocare ulteriori problematiche (od Eventi Avversi) nel corso della degenza

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