Da anni siamo abituati a utilizzare per tutti i nostri impegni (appunti, aggiornamenti clinici, relazioni, lettere ecc.) ad usare la scrittura digitale tramite il pc, sicuramente più veloce e correggibile della scrittura a mano, risultando (per chi ha una brutta grafia) anche più leggibile.
Recentemente però alcuni Paesi (tra quelli considerati tra i più moderni) stanno facendo marcia indietro: ad esempio, la Svezia che, come ci ricorda la Fondazione Luigi Einaudi, dopo essere stata la nazione europea che ha digitalizzato per prima la Didattica, ha deciso di recuperare carta e penna. Perchà? Pare che i dati relativi al livello di preparazione degli studenti svedesi hanno dimostrato risultati in calo da quando è stata completata la digitalizzazione. Leggiamo: “il digitale, in e fuori da scuola, con la sua struttura multitasking disturba l’attenzione, ostacola l’elaborazione di informazioni complesse e la memoria. Se libri e quaderni digitali contribuiscono a un maggiore coinvolgimento immediato dei ragazzi, ne diminuiscono la profondità e la tenuta dell’apprendimento. Ma perché leggere sulla carta e scrivere a mano facilitano invece concentrazione e memoria? Perché il corpo è un cervello diffuso, più corpo si impegna più cervello si fa“.
Rimanendo sempre nel Nord Europa, è di questi giorni, la segnalazione che un recente studio norvagese ha dimostrato, come ricordatoci da Mondosanità, che “impugnare una penna e tracciare segni sulla carta attiva reti neurali più estese e articolate rispetto alla digitazione, con effetti significativi su memoria, apprendimento ed elaborazione delle informazioni”
Post n° 10 di Settembre 2026 – Inserito da giuliani gian carlo – Foto: inforestauro.org – Tag: Scrittura – Memoria
