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Metodi e Tecniche che attivano il corpo e la mente

La bussola interiore della vita umana
(Metodi e Tecniche che attivano il corpo e la mente)

Contributo personale del Dr. Luciano Palladino – Psicologo e Formatore in Psicoterapia Autogena. 

Già Docente Universitario e Scuola Pubblica.

Introduzione

Quando ascoltiamo i segnali di disagio provenienti dal nostro corpo e ce ne prendiamo cura, è come se una una bussola interiore si manifestasse attraverso la nostra autoconsapevolezza. Questo ci permette di ritrovare l’orientamento verso la giusta direzione. Imparare a conoscere se stessi significa prima di tutto ascoltare il dialogo continuo che avviene tra la nostra mente e il nostro corpo. Ogni pensiero, emozione o stato di stress si riflette sulla respirazione, sulla tensione muscolare e sul ritmo del cuore; allo stesso modo, il modo in cui muoviamo il corpo o respiriamo invia segnali immediati al cervello, influenzando il nostro stato d’animo e la nostra chiarezza mentale.
A volte, si dice “Ho perso la bussola” succede quando si perde il controllo, quando siamo arrabbiati o non sappiamo cosa fare o come muoverci. Il nostro organismo è fatto di cellule che producono energia attraverso un processo chiamato respirazione cellulare, le cellule contengono a sua volta i mitocondri che sono influenzati dai campi magnetici esterni. Avete mai pensato che esiste un’ago di una nostra bussola (inteso come capacità di osservazione ed ascolto interiore). Questa strumento di lettura di ricerca della posizione si sposta dentro il nostro corpo, per individuare dove è comparso un disagio o un sintomo corporeo. Quante volte riconosciamo il disagio ma ci fermiamo al dolore, al punto specifico senza allargare lo sguardo a tutto il panorama che lo circoscrive. Ecco, se sappiamo utilizzare questo strumento di navigazione interna, allora possiamo trovare la direzione giusta sulla quale trovare il Sentiero della guarigione.
Tanti uomini di scienza e di cultura, hanno ascoltato l’orientamento della loro bussola interiore realizzando scoperte ed invenzioni che hanno saputo dimostrare come il nostro corpo è molto complesso, ma se osservato a 360 gradi si raggiungono nuovi risultati per la prevenzione e la cura della nostra salute.
Le tecniche di autoconsapevolezza raccolte in questo documento sono strumenti pratici, supportati dalla ricerca scientifica, ideati per aiutarci a ritrovare l’equilibrio quotidiano, ridurre lo stress e migliorare il nostro benessere complessivo. Alcuni di questi hanno aperto il loro sguardo all’integrazione di una dimensione spirituale che accompagno l’uomo fin dalla sua origine in ogni luogo.
Così un atteggiamento di raccoglimento meditativo profondo e/ o di prolungata preghiera profonda, trasforma la nostra condizione psico-corporea in una dimensione spirituale.
Due citazioni di prove scientifiche che esplorano la vita che scorre nel nostro apparato organismico:
La prova del dr A. Newberg medico nucleare (1) attraverso lo studio della meditazione e della preghiera ha riscontrato le modificazioni e i cambiamenti che avvengono fisicamente nella struttura del cervello (lobi frontali e amigdala) in soli 12 minuti al giorno. La consapevolezza rimodella la nostra biologia.

La prova del Dr M. Beauregard neuroscienziato (2) Le esperienze profonde non avvengono in un solo punto del cervello, ma attivano un’intera rete neurale interconnessa. La spiritualità è un’esperienza organismica globale.
Per una visione panoramica si presentano cinque aree con un focus specifico: Ogni area sviluppa uno o più organi dove gli autori hanno sviluppato metodi e tecniche diverse, ma che hanno lo stesso obiettivo e sebbene abbiano percorsi scientifici e culturali diversi coprono gli stessi valori individuati nell’esistenza umana.

Le aree di intervento e di focalizzazione

Si può immaginare una prima presentazione di aree che pur intersecandosi tra di loro hanno un loro focus su organi e tecniche specifiche, qui proviamo a presentare una proposta di ventaglio operativo:

Prima Area: MBI (Mind-Body Interventions)

Dal Corpo alla Mente (Rilassamento e Respirazione)

Sono metodi e tecniche cha prendono come riferimento alcuni punti funzioni corporee per influenzarle con interventi psichici. E’ l’opportunità di aprire un dialogo integrato che unisce i segnali fisici e le emozioni. Si basa su ascolto attivo, consapevolezza corporea e rispetto reciproco. Tecniche che partono dal fisico, come il rilassamento muscolare, il controllo del respiro e l’ascolto dei segnali corporei, per calmare il sistema nervoso, abbassare la frequenza cardiaca e sciogliere le tensioni. I principi base sono Connessione ovvero, unire il vissuto del corpo ai pensieri; Ascoltare cioè fare attenzione ai messaggi senza giudizio; Presenza capacità di restare concentrati nel momento in cui si parla.

 

Seconda Area

Neuroscienze del Movimento (Cervello e Movimento) 

La grande scoperta della miochina BDNF (La “centrifuga” dei neuroni). I muscoli, quando si contraggono, non sono semplici tessuti meccanici ma si comportano come un organo endocrino. Rilasciano nel sangue delle proteine chiamate miochine (la più famosa è l’irisina).Queste proteine viaggiano fino al cervello e stimolano la produzione di BDNF(Brain-Derived Neurotrophic Factor). Il BDNF è una sorta di “fertilizzante” per il cervello: stimola la neurogenesi, ovvero la nascita di nuovi neuroni nell’ippocampo (la sede della memoria).

Approcci basati sulla capacità del nostro cervello di riorganizzarsi e apprendere (plasticità cerebrale). Attraverso movimenti dolci, la visualizzazione mentale delle azioni o l’uso di specchi e feedback visivi, è possibile riscoprire una nuova consapevolezza del proprio corpo e migliorare coordinazione ed equilibrio.

 

Terza Area – Allineamento e Sincronizzazione

Mindfulness e Presenza Consapevole

Esercizi pensati per allenare l’attenzione al momento presente, senza giudizio. Imparare a osservare i propri pensieri e le proprie sensazioni aiuta a interrompere i circoli viziosi delle preoccupazioni e a rispondere allo stress in modo più sereno. Si tratta di poter accedere ad un’unione di consapevolezza interiore, coerenza cardiaca e la produzione di onde cerebrali più lente come Alfa e Theta mediante alcune pratiche con

a) Respirazione consapevole nel focalizzarsi sul respiro per stabilire il punto di contatto corporeo.

b) Intenzione di passare dalla presenza dei pensieri caotici alla quiete tramite l’ascolto e l’osservazione non giudicante.

c) Integrazione mente-corpo: entrare in una consapevolezza in grado di percepire il vissuto di centratura come un flusso stabile di energia e consapevolezza allineata.

 

Quarta Area – Ideazione e Manifestazione

Visualizzazione e Immaginazione Creativa

L’ideazione e la manifestazione di immagini mentali si concentrano sull’attivazione delle stesse aree cerebrali usate per la percezione reale. Il cervello simula visioni, suoni e movimenti modificando i propri circuiti interni sulla simulazione sensoriale, sull’elaborazione emotiva e sul potenziamento cognitivo.

Questo processo usa la memoria e la percezione per ricreare esperienze senza stimoli esterni. Pratiche guidate che utilizzano scenari mentali e immagini interiori per stimolare risposte neurochimiche di rilassamento, superare stati di allerta e preparare la mente alla gestione delle sfide quotidiane.

Corteccia Visiva Primaria (V1): Riproduce i dettagli visivi elementari come forme, colori, linee e orientamento spaziale.

Via Ventrale e Dorsale: Identificano il “cosa” (oggetti, volti) e il “dove” (posizione nello spazio, distanze) dell’immagine pensata.

Corteccia Prefrontale: Controlla e recupera intenzionalmente i ricordi memorizzati per assemblare l’immagine nella mente.

Meccanismo Top-Down: I segnali viaggiano al contrario, dalle aree della memoria e del pensiero verso le aree sensoriali.

 

Quinta Area – Entanglement e Connessione

Fisica Quantistica e Dimensione Spirituale

Un ambito di esplorazione che connette le neuroscienze e la fisica moderna alla salute interiore, alla compassione e alla percezione di interconnessione (o “interessere”), dove la meditazione e la consapevolezza profonda incontrano nuovi modelli della realtà. L’obiettivo e riconoscere una interdipendenza e unità strutturale, dove le parti di un sistema non possono più essere descritte o comprese in modo isolato.

Inseparabilità: In entrambi i casi, lo stato o il comportamento di un elemento influisce istantaneamente e direttamente sull’altro.

Superamento dello Spazio: Entrambi i concetti uniscono elementi distanti, riducendo l’importanza dello spazio fisico che li separa.

Natura Sistemica: L’attenzione si sposta dai singoli oggetti alla relazione che esiste tra di essi.

Flusso Alternativo: Rompono l’idea classica di causalità lineare, mostrando che due entità possono agire come un’unica entità.

– Prima area –

Le Tecniche Somato-Psichiche (Dalla periferia corporea al cervello)

 

Queste tecniche agiscono stimolando il sistema nervoso autonomo parasimpatico attraverso il corpo per ridurre l’arousal fisiologico, il cortisolo e la frequenza cardiaca.
1) P.M.R.-Rilassamento Muscolare Progressivo – E. Jacobson (3) medico, psicologo e fisiologo statunitense inventa un metodo per rilassare i muscoli e alleviare la tensione emotiva.
La tecnica si basa su un principio fisiologico semplice: a ogni contrazione muscolare prolungata segue una fase di rilascio profondo.

Il metodo prevede di:

a) Contrarre in modo isometrico un uno specifico gruppo muscolare (es. stringere il pugno, tendere le spalle) per circa 5–7 secondi, concentrandosi sulla tensione.
b) Rilasciare bruscamente la contrazione.
c) Osservare per 10–15 secondi la sensazione di distensione e calore che ne consegue, confrontandola con lo stato precedente.
E’ indicata come una tecnica efficace per ansia generalizzata, insonnia, cefalee tensive e riduzione dell’iperattivazione simpatica.


2) Training Autogeno -I.H.Schultz (4) nel 1932 lo psichiatra tedesco pubblicò il metodo di Autodistensione concentrativa basata sulla recitazione mentale di formule verbali standardizzate dirette a realizzare uno stato di distensione psico-corporea che potesse diffondersi in tutti i distretti specifici del corpo. Con una sequenza graduale e specifica, costruì un percorso di sei esercizi da svolgere in poche settimane mediante un allenamento sistematico. L’obiettivo è di influenzare positivamente alcune parti corporee mediante la pesantezza e il calore, come fondamenti del rilassamento psicofisico e poi di completare la pratica con degli esercizi complementari mirati alla autoregolazione cardiaca e respiratoria, al plesso solare e infine alla fronte fresca.
Una metodologia che nasce dall’ipnosi per diventare un metodo di autoregolazione psicofisiologica a mediazione corporea e poi nel livello superiore di vera e propria psicoterapia. Ampiamente studiato e diffuso in ambito psicosomatico per la gestione dello stress, e dei disturbi psicosomatici.


3) Neurofeedback e E.E.G. biofeedback:- Kamiya e Barry Sterman
Un metodo per riprodurre i propri stati di coscienza a comando. La prova scientifica che l’essere umano può riprodurre stati mentali di riposo, mediante un segnale di ritorno acustico e accedere a stati di autoconsapevolezza con strumenti tecnologici e scientifici.
Si tratta di svolgere un monitoraggio in tempo reale tramite sensori di parametri fisiologici (variabilità della frequenza cardiaca/HRV, skin conductance conduttanza cutanea, tensione muscolare, onde cerebrali EEG) per insegnare al soggetto il controllo volontario di tali funzioni. Si tratta di un metodo scientifico per la regolazione dell’ansia, la gestione del dolore cronico, cefalee e regolazione dell’attenzione

– Seconda area –

(Neuroscienze e Movimento)

 

1) Tecniche di Regolazione Respiratoria -Stephen Porges

S. Porges è l’ideatore della Teoria polivagale. (6) La teoria prende il nome dal nervo vago, il nervo cranico principale del sistema parasimpatico, e rivoluziona la vecchia visione del sistema nervoso (basata sul semplice dualismo “attacco-fuga” opposto a “riposo”).

Il respiro è l’unica funzione del sistema nervoso autonomo direttamente accessibile al controllo volontario e con questa tecnica si interviene direttamente sul nervo vago.

Porges ha individuato tre circuiti del Sistema Nervoso Autonomo:

1) Vago Ventrale (Sicurezza e Connessione Sociale)

2) Sistema Simpatico (Attacco o Fuga)

3) Vago Dorsale (Immobilizzazione o Congelamento).

La Teoria Polivagale ha dimostrato da un punto di vista biologico come la mente influenzi il corpo e  viceversa. Le tecniche di respirazione lenta (con espirazioni prolungate) stimolano direttamente il vago ventrale, inviando un segnale biologico di sicurezza al cervello  che disattiva la risposta di attacco-fuga del sistema simpatico.

 

2) Il Metodo Feldenkrais – C.A.M. e I.F. (Consapevolezza attraverso il Movimento e Integrazione Funzionale)

Moshé Feldenkrais (7) fisico e ingegnere israeliano ha ideato da è un sistema di auto-educazione che usa il movimento lento e gentile per migliorare la consapevolezza di sé, la postura e la coordinazione. Un processo di apprendimento volto a migliorare la flessibilità, la coordinazione e il benessere psicofisico generale, sfruttando la naturale capacità del cervello di riorganizzarsi (neuroplasticità).

Il principio si sviluppa mediante un’esplorazione guidata di sequenze motorie lente e non sforzate per aumentare la consapevolezza propriocettiva e riorganizzare le connessioni tra corteccia motoria e periferia. Migliora l’efficienza del movimento, l’equilibrio e riduce la spasticità o il dolore cronico riadattando le rappresentazioni corticali.

 

3) La Tecnica Alexander-Frederick Matthias Alexander (8)

Ideata dall’attore australiano dopo aver risolto problemi di voce e d’uso errato del corpo nelle proprio performance teatrali.

Occorre scoprire il blocco ovvero riconoscere l’inibizione delle reazioni posturali e motorie automatiche ed errate (si tratta del Controllo Primario ovvero della relazione testa-collo-colonna) prima dell’esecuzione del movimento e poi intervenire con una inibizione dell’automatismo nocivo e passare ad una nuova postura. Un metodo efficace nella rieducazione posturale, nella riduzione delle tensioni muscolari croniche e nella regolazione dell’arousal.

 

4) Rieducazione Posturale GlobalePhilippe Souchard (9)

La R.P.G. è stata inventata dal fisioterapista francese nel 1980. I tre principi cardine della RPG (Metodo Souchard) sono:

  • L’Individualità: Ogni persona sviluppa schemi e compensi posturali unici. Di conseguenza, non esistono protocolli standardizzati, ma il trattamento viene costruito su misura.
  • La Globalità: I muscoli del corpo non lavorano in modo isolato, ma sono uniti in catene muscolari. Trattare solo il punto in cui fa male è inutile: per risolvere un dolore alla cervicale, ad esempio, potrebbe essere necessario lavorare sulla postura del bacino o dei piedi.
  • La Causalità: Il trattamento non cura il semplice sintomo locale, ma risale la catena dei compensi biomeccanici per eliminare la causa prima del problema.
  • Posture attive: Il fisioterapista fa assumere al paziente specifiche posizioni di allungamento progressivo (chiamate posture) insegna una
  • Partecipazione e respirazione: Il paziente lavora attivamente eseguendo contrazioni isometriche millimetriche ed espirazioni profonde controllate. Questo sforzo consapevole allunga le catene muscolari statiche (responsabili dei blocchi posturali).
  • Presenza mentale: Esattamente come nel metodo Feldenkrais o nella mindfulness, la RPG richiede una profonda presa di coscienza del proprio schema corporeo. Senza l’attenzione focalizzata del paziente sul respiro e sulle minime tensioni, l’allungamento profondo non può avvenire.

 

5) Metodo Mézières-Françoise Mézières. (10)

E’ una tecnica di riabilitazione ideata dalla fisioterapista francese, rispetto alla fisioterapia tradizionale, il suo approccio è basato sul concetto che il corpo è un sistema unico, interconnesso e governato da catene muscolari.

L’elemento chiave che i dolori posturali derivano quasi sempre da un eccesso di tono e da un accorciamento cronico dei muscoli. Lo scopo speciale del trattamento non è tonificare, ma restituire elasticità, lunghezza e simmetria ai muscoli retratti. Durante le sedute, la respirazione è uno strumento terapeutico attivo. Il blocco del muscolo diaframma è spesso la causa nascosta di molti squilibri posturali. Attraverso una respirazione guidata ed espirazioni prolungate, si riesce a sbloccare il torace e ad allentare le tensioni più profonde della colonna vertebrale.

-Terza area –

(Allineamento e Sincronizzazione)

 

1) L’Integrazione Sensoriale – Anna Jean Ayres (11) della terapista occupazionale e psicologa statunitense ha concentrato i suoi studi su tre sistemi sensoriali specifici, considerati le fondamenta dello sviluppo neuropsicologico:

  • Sistema Vestibolare: Situato nell’orecchio interno, regola l’equilibrio, il senso del movimento e la stabilità nello spazio.
  • Sistema Propriocettivo: Riceve segnali da muscoli e articolazioni, permettendo al cervello di sapere dove si trovano le parti del corpo senza doverle guardare.
  • Sistema Tattile (Profondo): Aiuta a distinguere la consistenza degli oggetti e a interpretare i tocchi protettivi o discriminativi.

Il protocollo dell’Integrazione Sensoriale di Anna Jean Ayres utilizzq stimoli vestibolari (dondolio, equilibrio), propriocettivi (pressioni profonde, carico) e tattili per aiutare il cervello a organizzare ed elaborare i segnali sensoriali al fine di produrre risposte motorie adeguate. Ampiamente usata nell’età evolutiva e nei disturbi del neurosviluppo per la regolazione dell’iperattività motoria e del tono muscolare.

 

2) Esercizi Propriocettivi e di Controllo Posturale Dinamico

Metodo Riva (Riva Method) del Dr. Dario Riva,(12) medico dello Sport di Torino è un sistema scientifico di valutazione e riabilitazione che punta a migliorare l’equilibrio, la postura e il movimento attraverso la Riprogrammazione Propriocettiva ad Alta Frequenza (HFPT).

il metodo utilizza una specifica strumentazione tecnologica chiamata Delos Postural Proprioceptive System che si basa sul presupposto che oltre l’80% dei movimenti umani avvenga in appoggio monopodalico.

  • Instabilità controllata: Il paziente esegue esercizi in appoggio monopodalico (su un solo piede).
  • Tavoletta basculante: Si utilizza una speciale pedana mobile (sistema Delos) che genera microscopici squilibri continui.
  • Feedback visivo: Uno schermo mostra in tempo reale i movimenti del corpo per correggere istantaneamente la postura.

L’obiettivo è disattivare la vista, costringe il cervello a non dipendere dagli occhi per l’equilibrio. Occorre attivare i riflessi: Stimolare i recettori di muscoli e articolazioni per una stabilità automatica e veloce. Previene gli infortuni sportivi e migliora la performance atletiche, negli anziani riduce drasticamente il rischio di cadute rovinose. Nella riabilitazione accelera il recupero dopo traumi a caviglia o ginocchio. Si utilizzano tavolette instabili, superfici deformabili e compiti a doppio compito (dual-task) per affinare i riflessi posturali automatici e la stabilizzazione del core.

 

3) Mirror Therapy – La scatola degli specchi.

Vilayanur S. Ramachandran (14) neurologo e neuroscienziato indiano-americano che dirige il Center for Brain and Cognition, dell’Università di San Diego (UCSD), ha inventato un dispositivo che serve a curare il dolore da arto fantasma nei pazienti che hanno subito un’amputazione. Oltre che per gli arti fantasma, oggi viene usata nella riabilitazione post-ictus per recuperare i movimenti delle mani o delle braccia. Aiuta i pazienti affetti da CRPS (Sindrome Dolorosa Regionale Complessa). Ha gettato le basi per le moderne terapie basate sulla realtà virtuale. L’illusione visiva invia un forte segnale di ritorno (feedback) alla corteccia motoria del cervello. Questo stimola due dinamiche principali:

  • Attivazione dei Neuroni Specchio: I circuiti cerebrali legati al movimento si attivano anche solo guardando l’azione riflessa, facilitando il riapprendimento motorio.
  • Correzione del conflitto sensomotorio: Nel caso del dolore cronico o dell’arto fantasma, il cervello soffre perché invia un comando motorio ma non riceve indietro alcun segnale visivo o tattile. Lo specchio risolve questo “corto circuito” visivo, riducendo immediatamente la percezione del dolore.

4) Mindful Interbeing Mirror Therapy (MIMT), A. Carmelita e M. Cirio (19)

E’ stata ideata dagli psicologi italiani. L’approccio innovativo unisce la mindfulness, l’intersoggettività e il lavoro clinico davanti allo specchio. I principi fondamentali della Mindful Interbeing Mirror Therapy (MIMT) si basano sull’integrazione tra la mindfulness, la teoria dell’attaccamento e le neuroscienze, utilizzando lo specchio come strumento clinico centrale.

 

5) Osservazione dell’Azione AOT- Giacomo Rizzolatti (18)
Ideata dal neurofisiologo italiano.

Principio: Sfruttano il sistema dei neuroni specchio attraverso l’osservazione di movimenti corretti eseguiti da altri o dal proprio arto sano riflesso allo specchio.

Una tecnica utilizzata nella riabilitazione post-ictus, nel trattamento del dolore da arto fantasma e nel ripristino dei pattern motori compromessi.

  • Respirazione Diaframmatica e Addominale:
    Obiettivo: Coinvolgimento attivo del diaframma con espansione addominale, riducendo la respirazione toracica superficiale tipica degli stati d’ansia.
    Funzione: Stimola direttamente il nervo vago, abbassando la pressione sanguigna e i livelli di stress acuto.
  • Respirazione a Coerenza Cardiaca:
    Occorre realizzare un pattern respiratorio specifico (solitamente 6 respiri al minuto: 5 secondi di inspirazione e 5 di espirazione).
    Questo tipo di respirazione consente di Sincronizzare il ritmo respiratorio con le fluttuazioni dell’intervallo cardiaco (HRV), ottimizzando la risposta allo stress e l’equilibrio autonomico.

6) Brain-to-Motor – Motor Imagery (Immaginazione Motoria Guidata)

Marc Jeannerod e Jean Decety neuroscienziati francesi sono i padri del Motor Imagery (13). L’immaginazione motoria è la simulazione mentale di un atto motorio, senza la sua effettiva esecuzione. Immaginare un movimento è utile non solo per apprendere un’abilità motoria, ma anche per migliorare il movimento stesso. Si interviene sui circuiti motori cerebrali senza che vi sia una contrazione muscolare palese (o combinando simulazione e movimento reale).

L’immaginazione motoria (Motor Imagery) descrive la simulazione mentale di un atto motorio volontario, senza la sua reale esecuzione. È uguale alla pianificazione del movimento cui però non fa seguito l’esecuzione. Si può fare esperienza di un’immagine mentale motoria in terza persona quando s’immagina, da spettatori esterni, se stessi mentre si compie un’azione. Oppure si può immaginare un movimento in prima persona, in altre parole dall’interno, quando ci s’immagina direttamente coinvolti nell’atto motorio.

Oggi è utilizzata per: guidare e attivare la plasticità cerebrale, migliorare le abilità di acquisizione e l’apprendimento motorio in numerosi sport, ed è sempre più impiegata in neuro-riabilitazione. Immaginare un movimento porta ad un miglioramento della performance motoria e a cambiamenti funzionali e strutturali di aree corticali e sotto-corticali.

Il principio è il ripasso mentale intenzionale ed esplicito di un’azione motoria senza esecuzione fisica visibile. Attiva gli stessi circuiti neurali dell’esecuzione reale (corteccia premotoria, area motoria supplementare, cervelletto), favorendo il recupero motorio e l’apprendimento dello schema corporeo.

 

7) Guided Imagery -Visualizzazione Guidata e Immaginazione Comportamentale
Il Dr. Martin Rossman e il Dr. David Bresler (21) nel 1989 fondano l’Academy for Guided Imagery, per formare i medici di tutto il mondo. Essi hanno applicato per la prima volta l’immaginazione guidata alla medicina tradizionale. Si tratta di evocare in modo strutturato scenari mentali sensorialmente ricchi (luoghi sicuri, immagini di guarigione o ripasso mentale di performance)
Sfrutta la sovrapposizione tra i circuiti neurali dell’immaginazione e quelli della percezione reale per indurre risposte neurochimiche di rilassamento o preparazione motoria.

-Quarta area –

(Ideazione e Manifestazione)

 

Tecniche Basate sulla Mindfulness e Autoconsapevolezza
Pratiche volte a coltivare un’attenzione intenzionale, al momento presente e non giudicante verso pensieri, emozioni e sensazioni corporee.
M.B.S.R. (Mindfulness-Based Stress Reduction):ideatore: Jon Kabat-Zinn psichiatra dellUniversità del Massachusetts.E’ prescritto un protocollo di esercizi per 8 settimane comprendente Body Scan (esplorazione corporea condotta), la meditazione seduta sul respiro, e movimenti consapevoli.
Una delle pratiche con il maggior numero di neuroimmagini disponibili; dimostra la riduzione del volume dell’amigdala e il rafforzamento della corteccia prefrontale.

 

1) Mindfulness – La Presenza Consapevole 

  • Contatto visivo: Il paziente impara a guardarsi allo specchio senza giudizio. Ancoraggio al presente: L’osservazione del corpo aiuta a radicarsi nel momento attuale.
    Regolazione emotiva: Calma l’attivazione del sistema nervoso di fronte alle proprie insicurezze.
  • Connessione profonda: Supera l’idea di un sé isolato e separato dagli altri. Relazione terapeutica: Il terapeuta guida l’esperienza co-regolando le emozioni del paziente.

    Sintonizzazione: Promuove la capacità di sentirsi connessi con l’ambiente e le persone.

  • Autocompassione e Accettazione
    Disattivazione del critico interiore: Trasforma il dialogo interno da severo a benevolo.
    Riparazione dei traumi: Cura le ferite legate al rifiuto del proprio corpo o della propria storia.
    Integrazione delle parti: Aiuta ad accogliere anche gli aspetti di sé che si tendono a evitare.

  • Finestra di Tolleranza Neurofisiologica
    Esposizione graduale: Lo specchio attiva risposte emotive che vengono elaborate un passo alla volta. Il lavoro mira a mantenere il paziente in uno stato di attivazione ottimale, senza sopraffazione con una sicurezza percepita.

2) M.B.C.T. Mindfulness-Based Cognitive Therapy
Questo metodo integra la mindfulness con la terapia cognitivo-comportamentale per rompere i cicli di ruminazione mentale e pensieri automatici negativi.
Raccomandata dalle linee guida internazionali , per la prevenzione delle ricadute depressive.

  • Body Scan (Esplorazione Corporea Sequenziale)
    Si Sposta in modo sistematico la focalizzazione attentiva lungo tutto il corpo (dai piedi alla testa) per notare sensazioni fisiche senza tentare di modificarle. Aumenta l’interocezione (consapevolezza dei segnali interni del corpo) e riduce la somatizzazione dello stress.
  • Open Monitoring Meditation (Meditazione ad Attenzione Aperta)
    Invece di concentrarsi su un unico oggetto (come il respiro), si osserva il flusso mutevole di qualsiasi esperienza (suoni, pensieri, sensazioni) rimanendo in posizione di osservatore distaccato.
    Evidenza: Sviluppa la flessibilità cognitiva e riduce la reattività emotiva guidata dal Default Mode Network (DMN) cerebrale.

3) Box Breathing Respirazione Quadrata Mark Divine (17)
M. Divine, ex ufficiale della marina statunitense, direttore del Sealfit Training Center, a San Diego ha dato nome alla Box Breathing.

Si tratta di mettere in atto un Ciclo sandardizzato in 4 fasi uguali: Inspirazione (4s) – Apnea a polmoni pieni (4s) – Espirazione (4s) – Apnea a polmoni vuoti (4s).

Evidenza: Utilizzata per il ripristino rapido dell’omeostasi e la regolazione del focus in contesti ad alto stress (es. protocolli militari e clinici).

Respirazione in Proporzione Espiratoria Allungata (es. 4-7-8 o 1:2)

Meccanismo: L’espirazione prolungata attiva in modo prevalente la componente parasimpatica (rallentamento del battito cardiaco). E’ indicata nei momenti di forte attivazione ansiosa e per favorire l’addormentamento.

 

4) Tecniche basate sulla Compassione e sulla Focalizzazione
a) Loving-Kindness Meditation LKM Cognitiva/Immaginativa (18)
Pratiche guidate che utilizzano la visualizzazione, l’orientamento cognitivo ed emotivo per modulare gli stati affettivi.
Si tratta di generare intenzionalmente stati emotivi positivi e desideri di benessere (verso se stessi, persone care, persone neutrali e situazioni difficili).Evidenza: Aumenta l’attivazione delle aree cerebrali legate all’empatia (insula e corteccia cingolata anteriore) e riduce la self-criticism (19)(autocritica distruttiva).
b) Protocolli di Compassion-Focused Therapy (CFT) e Self-Compassion
Gli psicologi Paul Gilbert e Kristin Neff (19) realizzano teorie differenti che si completano a vicenda.
Paul Gilbert, attiva il Sistema di Calma e Sicurezza (colore Verde) stimolando il nervo vago e il rilascio di ossitocina. Il modello di Paul Gilbert (Compassion-Focused Therapy – CFT) ha un’impronta più evoluzionistica e clinica, nata in ambito terapeutico e psichiatrico per trattare pazienti con traumi complessi e forti vissuti di vergogna cronica.
Per Kristin Neff, la compassione disinnesca la risposta cerebrale di attacco/fuga (l’amigdala) associata all’autocritica. Il suo modello (Mindful Self-Compassion – MSC) si basa su 3 pilastri teorici: la gentilezza verso se stessi, il senso di comune umanità (sapere che la sofferenza accomuna tutti gli esseri umani) e la mindfulness. Il suo approccio nasce principalmente come un percorso di auto-aiuto, formazione e crescita personale.
Gli esercizi mirati ad attivare il sistema di soothing/rassicurazione connesso all’ossitocina, riducendo l’iperattivazione dei sistemi di minaccia e attacco/fuga. La sua Efficacia si manifesta nei quadri di forte senso di colpa, vergogna e trauma.

 

5) Compassion-Focused Therapy (CFT) – Terapia Focalizzata sulla Compassione
Paul Gilbert
Professore Emerito all’Università di Derby e capo della Compassionate Mind Foundationn ha inventato la variante del Safe/Soothing Place. L’obiettivo non è solo evocare una risposta di rilassamento, ma attivare il sistema neurobiologico di rassicurazione (soothing system), legato all’ossitocina e al nervo vago, per contrastare la reattività dei sistemi di minaccia, autocritica e vergogna. Gilbert, P. (2010). Compassion Focused Therapy: Distinctive Features. Routledge. (Contiene una sezione specifica dedicata alla creazione del Safe Place).Gilbert, P., & Simos, G. (Eds.). (2022). Compassion Focused Therapy: Clinical Practice and Applications. Routledge.

 

6) Psychodynamic Imaginative Trauma Therapy – P.I.T.T.
Luise Reddemann (23) psicoterapeuta e psicoanalista tedesca è stata una delle pioniere dell’uso dell’immaginazione guidata nella traumatologia complessa. Ha sviluppato il concetto di Innerer sicherer Ort (“Luogo Sicuro Interiore”) all’interno della terapia PITT, enfatizzando il lavoro con le immagini mentali per creare una struttura interna protetta prima dell’elaborazione dei traumi.

 

7) Safe Place, Calm Place o Inner Safe Place (Tecnica del Luogo Sicuro)
Francine Shapiro (22) si dedica a uno dei protocolli di stabilizzazione emotiva e ancoraggio più diffusi e studiati in psicoterapia.
Nata inizialmente all’interno delle tecniche ipnotiche e dell’immaginazione guidata, è stata poi formalizzata, validata e integrata nei principali approcci clinici per il trattamento del trauma, dei disturbi d’ansia e della regolazione affettiva.
Occorre costruire un ancoraggio mnestico-sensoriale di un luogo reale o immaginario associato a completa sicurezza e assenza di minaccia.
In questo modo si ottiene una riduzione rapida dello stato di allerta ansioso e una migliore stabilizzazione emotiva.
La creatrice dell’EMDR ha integrato il Safe/Calm Place Protocol nella seconda fase (Fase di Preparazione e Risorse) del protocollo EMDR standard. In questo contesto, l’immagine del luogo sicuro viene associata a parole-chiave e alla stimolazione bilaterale (movimenti oculari o picchiettamento/tapping) per “installare” e rafforzare la sensazione corporea di sicurezza.

 

-Quinta area –

(Entanglement e Connessione)

 

1) Neurobiologia della Spiritualità e dell’Unità (Neuroteologia)
Fritjof Capra Fisico e Direttore del Center for Ecoliteracy a Berkeley (California), ha realizzato il suo testo più conosciuto, Il Tao della Fisica.(24) La fisica quantistica e la teoria dei sistemi complessi mostrano come la realtà non sia fatta di oggetti isolati, ma di relazioni ed eventi interconnessi. In ambito psicologico e meditativo, questo si traduce nel superamento dell’illusione di un “Sé” separato dal mondo, favorendo stati di empatia e cooperazione profonda.

 

2) La neuroplasticità guidata dalla fede

Andrew Newberg (How God Changes Your Brain, 2009) e Mario Beauregard ((The Spiritual Brain, 2007) hanno condotto studi pionieristici scansionando il cervello di monaci buddisti in meditazione e suore francescane in preghiera profonda. Dimostra che la preghiera e la meditazione intense, se praticate regolarmente (anche solo 12 minuti al giorno), modificano la struttura cerebrale, potenziando i lobi frontali (attenzione e logica) e riducendo l’attività dell’amigdala (la sede di ansia e paura). Studi di neuroimaging (fMRI e SPECT) dimostrano che durante la meditazione profonda o la preghiera si verifica una disattivazione temporanea dei lobi parietali superiori (l’area del cervello che definisce i confini spaziali tra “me” e “il resto del mondo”). Ciò fornisce una base neurobiologica all’esperienza mistica di dissoluzione del Sé e di fusione con il Tutto. ma processi “organismici” globali che coinvolgono la biologia, modificano i neuroni, regolano il battito cardiaco e cambiano il modo in cui percepiamo la nostra stessa corporeità nel mondo.

 

3) Orch-OR Theory – La coscienza quantistica nel cervello.
Sir Roger Penrose
(premio Nobel per la Fisica) e Stuart Hameroff sono i creatori della teoria della Riduzione Obiettiva Orchestrata che ipotizza che i processi di consapevolezza e coscienza non nascano solo da scambi chimici/sinaptici tradizionali, ma da fenomeni di coerenza quantistica all’interno dei microtubuli dei neuroni. Sebbene dibattuta, è uno dei tentativi più affascinanti di unire biologia cellulare e fisica quantistica.

  • Campi Elettromagnetici e Coerenza Cuore-Cervello
    Il cuore genera un campo elettromagnetico molto più potente di quello del cervello e comunica con esso influenzando le emozioni, la coerenza cardiaca e il benessere psicofisico. Quando si parla di campi elettromagnetici e coerenza cuore-cervello, la ricerca scientifica attuale si muove lungo l’intersezione tra neurocardiologia, neuroscienze affettive, fisiologia della HRV (Variabilità della Frequenza Cardiaca) e psicofisiologia integrata.
  • Il Campo Elettromagnetico del Cuore
    Dal punto di vista della fisica e della bioelettricità, il cuore è il generatore di campo elettromagnetico più potente del corpo umano. Il suo campo elettrico è circa 60 volte più ampio di quello del cervello, mentre il campo magnetico è fino a 5.000 volte più intenso e misurabile a distanza dall’organismo tramite magnetocardiografia (MCG).
    Occorre creare un segnale e una mappatura. Le ricerche condotte dallo Psicofisiologo Rollin McCraty, Ph.D., Direttore dell’HeartMath Institute (Boulder Creek, California) evidenziano che lo stato emotivo modifica la struttura spaziale e spettrale di questo campo. Un’emozione di stress genera un campo disordinato (incoerente), mentre stati di calma e connessione generano un campo spettralmente armonico.

4) Neurocardiologia – Il Sistema Nervoso Intrinseco del Cuore

Gli studi pionieristici del Dr. J. Andrew Armour, hanno dimostrato che il cuore possiede una complessa rete neurale propria ,composta da circa 40.000 neuroni,denominata sistema nervoso intrinseco cardiaco.
Gli studi analizzano come questo “piccolo cervello” elabori informazioni indipendentemente dal cervello cranico, inviando più segnali al cervello di quanti ne riceva. La comunicazione avviene principalmente attraverso quattro vie: neurologica (nervo vago e sistema simpatico), biochimica (ormoni come l’ossitocina), fisica (onde di pressione sanguigna) ed elettromagnetica.

 

5) Il Biofeedback della Variabilità della Frequenza Cardiaca (HRV Biofeedback o HRVB)

E’ nato dall’incontro tra la ricerca scientifica occidentale sulla psicofisiologia e i modelli matematico-cardiovascolari sviluppati nell’Europa dell’Est.
Dr. Evgeny Vaschillo Scienziato e fisiologo russo e poi alla Rutgers University negli USA). Negli anni ’80 a San Pietroburgo sviluppò sofisticati modelli matematici sulla dinamica cardiovascolare e scoprì che il sistema dei baroriflessi ha una frequenza di risonanza naturale (circa 0,1 Hz, pari a circa 6 respiri al minuto). Quando si respira a questa frequenza, le oscillazioni del battito cardiaco raggiungono la loro massima ampiezza.
Dr. Paul Lehrer Psicologo clinico e ricercatore americano della Rutgers Robert Wood Johnson Medical School. Nel 1992 incontrò Vaschillo e intuì l’enorme potenziale clinico di questa scoperta. Insieme a Vaschillo e a sua moglie Bronya Vaschillo, Lehrer tradusse questi principi in un protocollo terapeutico in 10 sessioni ampiamente utilizzato nel mondo:I Fondamenti Teorici e la Definizione del Protocollo. .Perché è importante: È il lavoro pionieristico che definisce per la prima volta il protocollo clinico standardizzato di HRV Biofeedback basato sulla ricerca della frequenza di risonanza individuale.). Characteristics of resonance in heart rate variability stimulated by baroreflex function. Perché è importante: Spiega nel dettaglio la fisica e la fisiologia della risonanza tra respirazione, frequenza cardiaca e pressione arteriosa (sistema barocettivo).
La Meta-analisi dimostra l’elevata efficacia dell’HRV Biofeedback nella riduzione dei sintomi di ansia e stress percepito.
Una delle più vaste review sistematiche esistenti, analizza decine di studi dimostrando l’efficacia dell’HRVB in ambito clinico (asma, ipertensione, depressione, dolore) e nelle prestazioni sportive e cognitive. Pizzoli, S. F. M., et al.- Meta-analisi incentrata sui trial clinici randomizzati (RCT) che conferma l’efficacia della tecnica nel ridurre i sintomi depressivi sia isolati che in comorbidità con patologie organiche.
Il cuore genera il campo elettromagnetico più forte del corpo umano. Studi sulla coerenza cardiaca dimostrano che stati emotivi quali gratitudine, compassione ed elevazione spirituale sintonizzano i ritmi cardiaci e cerebrali, influenzando positivamente non solo la propria fisiologia ma anche la percezione dell’ambiente circostante.

Dr. Luciano Palladino

Note bibliografiche degli autori citati

(1) Andrew Newberg “Dio nel cervello. La prova biologica della fede” (Why God Won’t Go Away:Brain Science and the Biology of Belief), coautori Eugene d’Aquili e V. Rause, trad. It. Mondadori, Milano 2002;
(2) M. Beauregard e Denyse O’Leary, The Spiritual Brain: “A Neuroscientist’s Case
for the Existence of the Soul”, HarperOne (HarperCollins),2007;
(3) E.Jacobson, “Progressive Relaxation”, Chicago, University of Chicago Press, 1938;
(4) Johannes Heinrich Schultz, “Das Autogene Training”, Berlin, 1932;
(5) J. Kamiya “Conscious Control of Brain Waves”, Psychology Today 04/1968; Barry Sterman e Martijn Arns “Neurofeedback: How it all started”
(6) “Neurofeedback: How it all started” Martijn Arns, Maurice B. Sterman, Edition Brainclinics Insights 11/03/2019;
(7) Jim Robbins “A Symphony in the Brain: The Evolution of the New Brain Wave Biofeedback, Grove Press, 2008;
(8) La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici dell’attaccamento, della comunicazione, dell’autoregolazione” (The Polyvagal Theory Neurophysiological Foundations of Emotions, Attachment, Communication, and Self-Regulation), G.Fioriti Editore, Roma, 2011;
(9) Il metodo Feldenkrais. “Conoscere se stessi attraverso il movimento”, Red-ediz, Milano,1991
(10) F. M. Alexander. “Il controllo cosciente e costruttivo di sé stessi” (ed. orig. Constructive Conscious Control of the Individual) ed. Astrolabio, Roma, 1994;
(11)Philippe E. Souchard R.P.G.-”Rieducazione posturale globale”, Ed. Marrapese Roma, 2008;
(12) Michaël Nisand, “Metodo Mézières «rivoluzione in fisioterapia». Storia, teoria e pratica dell’ideatrice della rieducazione posturale, Fisiocorsi, 1/12/2010;
(13) A,Jean Ayres, “Il bambino e l’integrazione sensoriale,Le sfide nascoste della sensorialità”, G. Fioriti Edit. Roma, 2012;
(14) Dario Riva “Ghepardi da salotto. Come riaccendere ciò che lo stile di vita dei paesi sviluppati ha spento” Kemet ed. 2018 – https://www.rivamethod.net/it/metodo-riva/
(15) “Mental motor imagery: a window into the representational stages of action”, rivista Current Opinion in Neurobiology, Science Direct,1995;
(16) Vilayanur S. Ramachandran, “Phantoms in the Brain” (1998), pub. it. Mondadori, “La donna che morì dal ridere e altre storie incredibili sui misteri della mente umana” (1999);
(17) A. Carmelita e Marina Cirio, “Mindful interbeing mirror therapy”. “La terapia allo specchio. Manuale per psicoterapeuti”, Feltrinelli, Milano, 2021;
(18) Giacomo Rizzolati, “Trattamento basato sull’osservazione dell’azione: un nuovo strumento nella neuroriabilitazione”, Volume 369, numero 1644, Royal Society Publishing 5-06-2014;
(19) “Specchi nel cervello. Come comprendiamo gli altri dall’interno” Ed. Cortina, 2019;
Box-Breathing: “The Calm Under Pressure Method: How To Stay Calm With Controlled Breathing Techniques”, Logan Hawkins, Independently published, London, 2025;

(20) https://www.mindscienceacademy.org/meditazione-amorevolezza-compassione-potenziale-per-interventi-psicologici/2024;
(21)Paul Gilbert.“Compassion: Conceptualisations, Research and Use in Psychotherapy” Routledge, Londra (2005);
(22) “Guided Imagery for Self-Healing”, Martin L. Rossman, H J Kramer, New World Library, Tiburon California, 2000;
(23) Francine Shapiro, “Emdr IL manuale Principi fondamentali, protocolli e procedure”, Raffaello Cortina Editore, Milano 2019;
(24) Marylin Luber, “Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) Scripted Protocols: Basics and Special Situations”. Springer Publishing Company. Wd. 2009;
(25)Francine Shapiro “E.M.D.R. (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)The therapy Basic Principles, Protocols, and Procedures”. Guilford Press, 2018;
(26) Reddemann, L. “Imaginative Psychotherapie bei traumatisierten PatientInnen.” Junfermann Verlag.Reddemann, L. 2001;
(27) “The Inner Safe Place”. In M. Luber (Ed. tedesca), “EMDR Scripted Protocols” (pp. 71–72) Springer Publishing, 2009;
(28) Fritjof Capra, “Il Tao della fisica,Un’indagine sulle analogie tra la fisica moderna e il misticismo orientale”, Aboca ed. 2025;
(29) J. Andrew Armour, Jeffrey L. Ardell -”Basic and Clinical Neurocardiology” Oxford University Press Ediz 2004;
(30) Roger Penrose, “The emperor’s new mind concerning computers, mind and the laws in physics”, Oxford, Oxford University Press, 1989;
(31) Evgeny Vaschillo, Bronya Vaschillo e Paul. M. Lehrer, “Resonant frequency biofeedback training to increase cardiac variability: rationale and manual for training“, Revue Applied Psychophysiology and Biofeedback, 2000;
(32) M.Lehrer, P., Kaur, K., Sharma, A., et al. “Heart rat variability biofeedback improves emotional and physical health and performance: a systematic review and meta-analysis”,2020;
(33) Lehrer, P. M., & Gevirtz, R. (2014). “Heart rate variability biofeedback: how and why does it work?” Goessl, V. C., Curtiss, J. E., & Hofmann, S. G. (2017). “The effect of heart rate variability biofeedback on stress and anxiety: a meta-analysis, 2002;
(34) Silvia F. M. Pizzoli, Chiara Marzorati, Daniele Gatti, Dario Monzani, Ketti Mazzocco, and Gabriella Pravettoni, “A meta-analysis on heart rate variability biofeedback and depressive symptoms”. Scientific Reports, published 23/03/2021;
(35) Rollin Mc Craty,,”Science of the Heart: Exploring the Role of the Heart in Human Performance”, HeartMath Institut,2016;
(36)”The Coherent Heart: Heart-Brain Interactions, Psychophysiological Coherence, and the Transformation of Anxiety, HeartMath Institut, 2009.

Pubblicazioni dell’autore

1. “Training Autogeno e Territorio”, Psiche Nuova, n. 4, Ediz. Cisspat. Padova, 1986 2. “La funzione del Training Autogeno in una nevrosi depressiva”, Convegno Cisspat. Torino “La Depressione: Psicofarmacoterapia e Psicoterapie brevi”, 19/20 Settembre 1987;
3. “Fenomenologia del Tempo vissuto durante il Training Autogeno”, Rassegna di Psicoterapie ed Ipnosi Volume 15, n.2, Edizione Minerva Medica, Torino, 1988;
4. “Magia e Pseudomagia come esperienza nell’azione Psicoterapeutica”, in Atti del Convegno C.I.S.S.P.A.T., 1988;
5. “Il Tempo vissuto in Terapia Autogena secondo l’approccio fenomenologico di E. Minkowski”, Psiche Nuova, n. 4, C.I.S.S.P.A.T. Padova, 1988;
6. “Phenomenology of Temps-Vecu during the basic or somatic autogenic training” in Atti del Congresso Internazionale I.A.T.H. di Zurigo, 1988;
7. “Depressione e suicidio nei Post- Ictus”, in Atti del Congresso di Esprimersi (Ente Sperimentale Ricerca e Suicidio) a Perugia, 1989;
8. “L’interesse vitale in un caso di psicoterapia autogena” in Atti del Congresso C.I.S.S.P.A.T., Padova, 1989;
9. “Il ruolo del placebo nelle terapie mediche e psicologiche” con Giuliani, G., Edizioni della Jolla University di San Diego c/o Campus di Lugano, 1989;
10. “Il Training Autogeno come strumento di ricerca in un caso di ansia e disadattamento scolastico” in Atti del Primo Convegno Internazionale di Psichiatria “Depressione e Ansia” a Imperia 22, 23 e 24 Novembre 1991;
11. “Fenomenologia e Autogenia” i n Psiche Nuova, Edizioni N. 1/2, C.I.S.S.P.A.T. Padova, 1995;
12. “Il metodo intuitivo di E. Minkowski come fondamento relazionale nella Psicoterapia Autogena in First Congress of The World Council for Psychotherapy Acts, Vienna, Luglio 1996;
13. “Confronto tra T.A. come “cura dell’anima” e lo Zen come “metodologia dello spirito” in Psiche Nuova, Numero Unico, Edizioni C.I.S.S.P.A.T. Padova, 1998;
14. “Training Autogeno e Zen: L’incontro con il Sé attraverso il rilassamento e la Meditazione”, i n Il Tempo dell’anima, Congresso Europeo di Psicologia Transpersonale, Assisi, 1 Settembre 2000;
15. “La Diade autogena” i n Psyche Nuova, Numero unico, C.I.S.S.P.A.T., Padova, 2003-2004, pp.142-153;
16. “Antropologia Autogena” i n Psyche Nuova, Numero doppio, Edizioni C.I.S.S.P.A.T. Padova, 2003
17. “Il Training Autogeno come un percorso di ″Iniziazione″” in Relazione al Convegno E.C.A.A.T. Padova, 24 Novembre 2006;
18. “Il Corpo degli esercizi e gli esercizi corporei del T.A.”, a cura di C.I.S.S.P.A.T. Padova, Psyche Nuova Ediz., 2008;
19. Prefazione e cura del testo “Psicoterapia Autogena” di Rivera, J.L.G. de, Universidad de Madrid, Ed. Cortina, Torino, 2009;
20. “Il fenomeno ASCI in Psicoterapia Autogena e il dissolvimento dell’ansia”, Psyche Nuova, Ed. Cisspat Padova, 2009;
21. “Le Tecniche di Rilassamento: un sostegno amico nella Terza Età (e degli Operatori)” i n Atti del Congresso “Aggiornamenti sulle Terapie Non Farmacologiche”, Pianezza (TO), 1 Ottobre 2011;
22. “Le rité autogène – Les diffèrentes cultures dans une lecture Anthropologique Autogène” XII Colloque International- -S.F.R.P. Limoges, 2/3 Decembre2011;
23. “Stili di vita e Stress” in Convegno “Emergenza Stress”, Ordine Psicologi Piemonte, 19 Maggio 2012;

24. “Parole di morte e Parole mortifere nel T.A” i n VIII Convegno Nazionale I.C.S.A.T. “Il tempo del morire”, Ravenna 6 e 7 Ottobre 2012;
25. “La Capacità di Essere Coscienti dello Spessore del Conscio. L’autenticità e La Qualità dell’Esperienza Autogena”. In Conférence “Authenticite comme une valeur fondamentale dans le domaine social et dans la psychothérapie par relaxation et les symboles” près la Faculte de Sociologie et de l’Aide sociale Departement de Cluj-Napoca le 13-15/07/2012;
26. “L’activation de nouveaux processus de conscience” In Congrés Francophone de Psychologie Positive & Modernité, Universite de Lorraine, Metz, 21-22/11/2013;
27. “Le malaise et l’amélioration de la relation avec l’ètude dans l’université italien”. Colloques Scientifiques, Nancy 3-4/06/2014;
28. “The scope of Autogenic methods”, in International Society of Autogenic Training and Psychoterapy, foundational meeting, Madrid, 20/09/2014;
29. “Il cuore nel Training Autogeno e nella terapia Bionomico-Autogena” in Seminario I.C.S.A.T., Ravenna 17 Ottobre 2014;
30. “Entretien d’Explicitation e Training Autogeno, come migliorare lo studio e il disagio degli studenti” in Convegno E.C.A.A.T., 15 Marzo 2015, Padova;
31. “Metapsicologia del Training Autogeno”. In Convegno nazionale I.S.A.T.A.P. Palermo “Antropologia autogena, cultura, ritualità e psicologia dell’ascoltarsi”, 17 Aprile 2015;
32. “Training Autogènes et besoin urgent dans l’apprentissage“ in XIII Congres of SFRP, Lyon, 29-30/05/2015;
33. “La complessità del sé narrante dal discorso interno di Vygotskij“ In VI edizione Festival della Complessità, Torino, 28 Giugno 2015
34. ”Explicitation Interview & Autogenic Training” in“Bionomical concept and future orientation in relaxation and symboltherapy – research – training – methodology“. VI International Congres of relaxation and symboltherapy, Budapest 02-03-04/07/2015;
35. “Metapsychology of Autogenic Training” in III International Congress of Sciences and Meditation – II I.S.A.T.A.P. Congress, Las Palmas, 11-12/09/2015
36. “Respira sei vivo! Il respiro autogeno come fenomenologia della pratica e come emergenza antropologica” Seminario Nazionale “Aspetti simbolici e psicologici del respiro” ICSAT, Torino 28-29/11/2015
37. “Metodologie Autogene” Il bisogno di quiete e raccoglimento come esperienza creativa,Collana: Complessità e Autogenia, ISBN: 978-88-95311- 83-8© Luciano Palladino, Edizioni ETImpresa, Torino, Maggio 2016
38. “Unexpressed Help Seeking”Festival della Complessità VII Edizione “Welfare e Complexity ”Fondazione Cascina Roccafranca Torino 18-19 Giugno 2016
39. “I.D.E.A. Intervista di Esplicitazione Autogena (La narrazione condivisa di un episodio critico) Convegno di Villa Iris Formazione “Medicina Narrativa e Social Media” Pianezza Torino, 1/10/2016.
40. “Interview of Explicitation of Autogenic Training”, IV International Congress I.S.A.T.A.P. 12/05/2017 Chiavari-Genova
41. “La ritualità della fenomenologia della ripresa come affermazione simbolica del Completamento e dell’Intero”. Significato e Senso della pratica autogena al Convegno“La Ripresa e/è la conclusione” I.C.S.A.T. Ravenna – 11 maggio 2018
42. 14ème colloque Sfr, La Relaxation: Une psychothérapie dans l’espace des sensations et du tonus corporel-La proprioception corporelle comme qualité de l’esprit autogène dans le panorama de la pleine coscience! Paris 5/6/10/2018. 43.Conference Countering the ideology of terrorism: concepts and targeted prevention” Bashkir State Pedagogical University in UFA (Feder. Russa) What education do you propose for good security? Does an inner safety training have a connection with external safety? UFA (Russia) 6/06/2019 Webinar a distanza con university of Mosca “Autogenic Training and Psychoterapy” 10 novembre 2022
44. Testo “La terza gamba” Una via d’uscita per l’emergenza, Saggi, TAB- Edizioni, Roma, 2020 ;
45. Testo “Storie che riposano” Il training autogeno per bambini -Metodi ed esperienze, Echos Edizioni Giaveno 2023.

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