Dallo scorso anno è attiva una collaborazione tra il Centro per i disturbi del comportamento alimentare e il centro ricreativo di via Newton dove le ragazze svolgono attività inserite nel percorso terapeutico
Per Ivanna le ragazze che arrivano dal Centro per i disturbi del comportamento alimenta re di via Newton sono come le sue nipoti. “All’inizio avevo paura di dire le parole sbagliate, poi mi sono inventata tante attività negli orti e vedo che hanno voglia di stare qua”. La signora Ivanna è una delle volontarie del Centro sociale orti e anziani San Faustino di Modena che collabora con l’Azienda USL nel Programma terapeutico per le ragazze e i ragazzi affetti da disturbi del comportamento alimentare: anoressia nervosa, bulimia, sempre più spesso associati a depressione, ansia, autolesionismo.
Il progetto Nutrimenti è nato lo scorso anno da questa collaborazione virtuosa tra l’Ausl e il Centro sociale che conta ben 300 orti. Una volta alla settimana le ragazze percorrono via Newton fino alla struttura ricreativa accompagnate dagli operatori sanitari e svolgono un’attività con le signore volontarie: in inverno si realizzano borse con l’uncinetto, acquerelli e découpage, in primavera si aggiunge l’attività all’aperto con semina dipiante e ortaggi che si è conclusa con l’arrivo dell’estate.
Arrivano in gruppi di tre o quattro, ragazze per lo più minorenni, camminano una accanto all’altra, osservano Ivanna travasare le piante nella terra e ascoltano le sue indicazioni. Poi si chinano sull’orto e iniziano a lavorare.
“È un’attività ad altissima valenza terapeutica ed è per questo che è inserita a pieno titolo nel percorso di cura” spiega la dottoressa Roberta Covezzi responsabile del Percorso Diagnostico Terapeutico e Assistenziale (PDTA) per i Disturbi del comportamento alimentare dell’Azienda USL. “La vicinanza e presenza di persone molto più grandi permette alle ragazze di ridefinire il concetto di cibo, non più visto solo come nemico ma come alimento, come condivisione, come fonte di vita. Coltivare l’orto non significa solo far crescere gli ortaggi, ma anche imparare la pazienza, avere vicino persone che ci ridefiniscono il senso del tempo che è anche il tempo della cura: la cura di questo tipo di disturbo è particolarmente lunga e complessa e richiede attenzione e tanta pazienza”.
Fonte Comunicato Stampa ASL di Modena
Foto Comunicato Stampa ASL di Modena
News n° 15 – Inserita da giuliani gian carlo il 14 Agosto 2026 – Foto: Comunicato Stampa ASL di Modena – Tag: Terapie Non Farmacologiche
