Una grossa casistica sulle caratteristiche del Dolore e delle sue differenze a seconda del sesso, della sede, del passare degli anni ecc.) è stata recentemente pubblicata sulla Rivista Medica Nature Medicine. Il titolo (“Curve di riferimento globali e regionali per il dolore nel corso della vita in 6,1 milioni di individui in 118 paesi“) rende già subito l’idea dell’importanza della pubblicazione, senza dimenticare come la ricerca stessa sia durata ben 35 anni, permettendo di valutare il dolo con il progressivo invecchiamento dei soggetti arruolati. Grazie a questi collegamenti sarà possibile, per chi interessato a tale argomento, collegarsi con il paper e, grazie al google-traduttore leggerlo in italiano e cogliere gli interessanti risultati. Un buon riassunto e spiegazione del paper è, comunque, presente su Univadis di Medscape, anch’esso leggibile in italiano. Proviamo a segnalare alcuni brani dell’Abstract:
Il dolore è la principale causa di disabilità a livello mondiale, eppure non esiste un quadro di riferimento armonizzato basato sull’autovalutazione per caratterizzare la distribuzione del suo impatto nel corso della vita e nelle diverse regioni del mondo. In questo studio, abbiamo armonizzato i dati individuali sul dolore auto-riferito da 6.125.459 partecipanti provenienti da 902 fonti di dati basate sulla popolazione in 118 paesi per stabilire traiettorie di riferimento globali del dolore………..La prevalenza del dolore variava da circa il 2% per il dolore facciale al 40% per il mal di schiena, era costantemente più alta nelle donne in tutte le 11 sedi anatomiche e aumentava più rapidamente prima dei 55 anni. Contrariamente alle stime esistenti che generalmente prevedono una maggiore prevalenza di condizioni dolorose nelle regioni con un Indice di Sviluppo Umano (ISU) più elevato, abbiamo riscontrato che gli individui nei paesi con l’ISU più basso hanno sperimentato una prevalenza sostanzialmente maggiore di dolore fisico in età avanzata rispetto a quelli nei paesi con l’ISU più alto (differenza di rischio: 30,6 punti percentuali ), con il mal di schiena che raggiunge quasi il doppio della prevalenza nelle età più avanzate. A livello globale, il 18,3% del carico di dolore in diverse sedi anatomiche era attribuibile a tre fattori di rischio modificabili (fumo, obesità e basso reddito), ma questo valore variava dal 12,6% nell’Africa subsahariana al 27,1% nell’Europa orientale, indicando che i fattori alla base del dolore nei contesti con ISU inferiore rimangono poco caratterizzati. Insieme, queste traiettorie di riferimento forniscono un quadro comune per definire e confrontare il carico di dolore e per informare una sorveglianza e una prevenzione globali più eque.
Post n° 21 di ottobre 2026 – Inserito da Giuliani Gian Carlo – Foto: pixabay.com – Tag: Pubblicazioni Scientifiche – Dolore
