Si parla sempre di carenze di Personale Infermieristico, di quello Oss ecc. Ma gli ultimi dati sulla presenza medica ospedaliera sono di quelli che ci potrebbero far cambiare l’idea sulle eventuali priorità. Infatti, secondo una indagine svolta a cura di Anaao-Assomed (sindadati Medici Ospedalieri) “il 2025 verrà̀ ricordato come l’anno dello spartiacque per i medici italiani. Per la prima volta nel decennio 2015-2025, infatti, le dimissioni volontarie (3.767) hanno superato i pensionamenti (2.876). Un’inversione di tendenza netta e improvvisa: in un solo anno le dimissioni sono schizzate del 150% rispetto alle 1.503 del 2024, toccando quota 3,5% del totale dei medici in servizio, una soglia mai registrata prima, neppure nei mesi più̀ critici della pandemia (3 medici ogni 100).
In questo caso, infatti non si parla di “aumento dei pensionamenti da un lato e di riduzione delle assunzioni”, bensì di dimissioni non correlate ad eventi fisiologici o, se vogliamo, a un femomeno “patologico”, vale a dire le dimissioni, in questo caso correlabili a svariati motivi, non primi e non ultimi quelli economici, senza dimenticare l’enorme incremento del carico di lavoro, la carenza di risorse, l’aumento delle aggressioni da parte dell’Utenza, la concorrenza del dr. Google e dei suoi fratelli ecc. La somma delle dimissioni e del pensionamento di questi professionisti supera le carenze dal fenomeno della denatalità successiva agli anni ’80-’90, presente in tutte le altre professioni, che fanno ridurre le partecipazioni ai Concorsi per varie figure. Soluzioni? poche….Non serve adesso aumentare i posti nei Corsi di Laurea e di Specializzazione (bisognava farlo anni fa), non serve aumentare i riconoscimenti delle Lauree Estere se non vi è l’obbligo di approfonditi Corsi per imparare la Lingua e la Cultura Italiana.
Post n° 4 di Ottobre 2026 – Inserito da Giuliani Gian Carlo – Foto: prendersicuraonline/medici – Tag: Medici – Strutture Sanitarie
