Le correlazioni tra Arte e Scienza sono sempre più frequenti e bidirezionali: l’arte a favore della medicina e la medicina a favore delle opere d’arte.
La segnalazione di oggi ne è una conferma, anche se d’impatto, può sembrare una semplice curiosità. Si tratta, infatti della notizia che all’ortolano è stata eseguita una TAC, solo che non si tratta di un ortolano qualunque ma di uno di oltre 500 anni: il famoso Ortolano dell’Arcimboldo, pittore del periodo manierista, noto soprattutto per le “teste composte”, ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di trompe-l’œil, oggetti o elementi dello stesso genere (prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli, libri, ecc.) collegati metaforicamente al soggetto rappresentato, in modo da sublimare il ritratto stesso. Oltretutto, girando il quadro di 180 gradi ci troviamo di fronte ad una immagine totalmente differente.
L’Ortolano di Giuseppe Arcimboldo è stato, infatti, sottoposto a una speciale Tac. L’esame è stato realizzato da Humanitas University con una tecnologia nata per la ricerca clinica. La Photon-Counting CT ha permesso di analizzare gli strati del dipinto con uno spessore di un quinto di millimetro. L’obiettivo è conoscere meglio la tecnica utilizzata dall’artista e verificare se l’opera sia la prima testa composita realizzata da Arcimboldo. Saranno analizzati anche i materiali e la tavolozza utilizzati dal pittore. Le indagini permetteranno inoltre di studiare gli interventi conservativi effettuati nel tempo. La ricerca proseguirà con una più ampia campagna diagnostica insieme all’Università di Pavia. Tutti gli esami saranno condotti con un protocollo completamente non invasivo. L’opera, realizzata tra il 1587 e il 1590, è una delle celebri teste reversibili dell’artista.
Post n° 17 Settembre 2026 – inserito da giuliani gian carlo – Foto: Finestre sull’Arte – Tag: Arte e Medicina
