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In questo Contributo, prevalentemente dedicato ai Caregivers ed alla Popolazione, percorreremo alcune tappe delle Demenze, segnalando alcuni elementi di utilità per meglio comprendere Prevenzione, Differenze delle Demenze con Invecchiamento Fisiologico, Differenze tra le varie forme di Demenza e principali Sintomi.
La Letteratura Scientifica ha, negli ultimi anni, identificato vari Fattori di Rischio per la Demenza Senile.
Riportiamo l’Abstract del paper della Rivista Lancet, proprio relativa individuazione di 14 FdR modificabili c+ 3 Non Modificabili, vale a dire: Età (con la quasi totalità che interessa l’età avanzata, tranne un 5% che può comparire prima dei 65 anni), Sesso (in prevalenza le Donne) e l’Ereditarietà (non >1-2%).
L’aggiornamento del 2024 della Commissione Lancet sulla demenza fornisce nuove e promettenti evidenze sulla prevenzione, l’intervento e la cura della demenza. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, il numero di persone affette da demenza continua a crescere, anche se l’incidenza specifica per età diminuisce nei paesi ad alto reddito, sottolineando la necessità di individuare e implementare approcci di prevenzione. Abbiamo riassunto le nuove ricerche successive al rapporto del 2020 della Commissione Lancet sulla demenza, dando priorità alle revisioni sistematiche e alle meta-analisi e triangolando i risultati di diversi studi che mostrano come la riserva cognitiva e fisica si sviluppi nel corso della vita e come la riduzione del danno vascolare (ad esempio, riducendo il fumo e trattando l’ipertensione) abbia probabilmente contribuito a una riduzione dell’incidenza della demenza legata all’età. Le prove a sostegno dell’ipotesi che affrontare i numerosi fattori di rischio per la demenza che avevamo precedentemente modellato (ovvero basso livello di istruzione, perdita dell’udito, ipertensione, fumo, obesità, depressione, inattività fisica, diabete, consumo eccessivo di alcol [ovvero >21 unità nel Regno Unito, equivalenti a >12 unità negli Stati Uniti], trauma cranico [TBI], inquinamento atmosferico e isolamento sociale) riduca il rischio di sviluppare la demenza sono in aumento e ora più solide che mai. In questo rapporto, aggiungiamo le nuove e convincenti prove che la perdita della vista non trattata e l’alto livello di colesterolo LDL sono fattori di rischio per la demenza.
Da Lancet: Livingston G, Huntley J, Liu K et al.
Dementia prevention, intervention, and care: 2024 report of the Lancet standing Commission
The Lancet, 2024; 404, 572-628
Differenze nazionali nella frequenza dei Fattori di Rischio:
in questo paper sono state valutate alcune variazioni nella prevalenza e nei modelli (per età, sesso e livello di istruzione) dei fattori di rischio tra i paesi ad alto reddito (HIC) e quelli a basso e medio reddito (LMIC). Ad esempio, un basso livello di istruzione presentava una prevalenza maggiore in molti paesi LMIC (85,6% in Cina contro il 12,0% negli Stati Uniti), mentre l’obesità era più diffusa nei paesi HIC che in quelli LMIC (44,9% negli Stati Uniti contro il 13,3% in India). La distribuzione dei fattori di rischio differiva per fascia d’età, sesso e livello di istruzione, sebbene i modelli non fossero coerenti in tutti i contesti. I fattori di rischio si presentavano spesso in concomitanza in tutti i contesti, con oltre il 50% degli individui che presentava almeno due fattori di rischio in tutti i paesi e le regioni. Inoltre, in tutti i contesti sono stati osservati gruppi di fattori di rischio sostanzialmente simili, relativi a malattie cardiovascolari, comportamenti a rischio e fattori sociali o sensoriali.
Le differenze nella prevalenza e nelle caratteristiche dei fattori di rischio per la demenza evidenziano la necessità di adattare le strategie di prevenzione ai contesti specifici. Tuttavia, i risultati rivelano anche modelli coerenti di co-occorrenza e raggruppamento dei fattori di rischio, che potrebbero guidare la progettazione di interventi multidominio e approcci politici per ridurre il rischio di demenza in diversi contesti. Nel complesso, questi risultati supportano l’utilizzo di approcci sia specifici per il contesto che condivisi per ridurre il peso della demenza.
Relativamente ai Dati Italiani, questi segnalano importanti differenze tra Regioni più ricche e Regioni più povere, non solo relative ai Fattori di Rischio ma anche alla presenza dei Servizi a favore di Pazienti e Familiari.
Esistono 10 segnali e sintomi tipici di allarme per tali Patologie. Se ne notate qualcuno, non ignoratelo.
Parlatene con il vostro medico.
Una buona presentazione sull’Associazione Alzheimer di Chicago (in Inglese ma traducibile da Google).
Un settore della ricerca clinica ed epidemiologia è attualmente rivolta alla ricerca di Sintomi Non Cognitivi che possano rappresentare indicatori precoci di una possibile successiva comparsa di qualche forma di Demenza. Segnalo questa recente ricerca cinese, che, partendo da una ampia ricerca bibliografica, ha individuato qualche centinaio di casi clinici su cui valutare eventuali Fattori Neuropsichici Predittivi per successiva comparsa di Demenza Senile.
In questo Studio il 69,2% dei pazienti presentava sintomi neuropsichiatrici pre-demenza, associati a un intervallo più breve fino alla demenza (23,4 vs. 42,2 mesi, p < 0,001) e a una maggiore probabilità di rischio di demenza non-Alzheimer. I disturbi psichiatrici tipo agitazione, irritabilità, allucinazioni e deliri (74,1%) rappresentavano il dominio più prevalente dei sintomi neuropsichiatrici, seguiti dai disturbi del sonno (46,8%) e dalla disregolazione affettiva (39,8%), con i sintomi psichiatrici che mostravano la transizione alla demenza più breve (34,3 ± 37,8 mesi). Le donne presentavano tassi di allucinazioni/deliri più elevati rispetto agli uomini (30,2% vs. 15,4%; 26,2% vs. 9,6%).
La malattia di Alzheimer era predominante (68,7%), seguita dalla demenza a corpi di Lewy (12,4%) e da altre. Gli intervalli tra la diagnosi psichiatrica e la demenza differivano significativamente tra AD (52,3 ± 47,6 mesi) e DLB (26,5 ± 19,9 mesi). Il sesso femminile, le allucinazioni e la disregolazione comportamentale sono stati identificati come fattori indipendenti associati all’AD ( p < 0,05).
Scolasticamente si distinguono 4 Fasi della Malattia:
I Fase:
si manifesta con calo degli interessi, indifferenza, turbe della memoria a breve termine (minimizzate dal soggetto), labilità emotiva. Vi è la consapevolezza del declino mentale con ansia e depressione; il carattere del soggetto appare mutato.
II Fase
Il deficit mnemonico diviene più evidente, l’attenzione e le capacità critiche si riducono, gli interessi sono ripiegati sulla propria persona e sulle proprie difficoltà. La tolleranza alla frustrazione è ridotta, le turbe affettive aumentano con depressione, ansia, disforia, ira.
III Fase
Si ha un progressivo appiattimento degli affetti e dell’umore, il soggetto non si cura delle proprie cose e non si rende conto dei propri deficit, la memoria a breve e lungo termine sono assai compromesse. Compaiono progressivamente disorientamento temporo-spaziale, aprassia, agrafia, alessia.
IV Fase
Il soggetto è totalmente disorientato, apatico, indifferente, l’espressione verbale è assai ridotta così come la comprensione. Compare incontinenza doppia; il decesso avviene per complicanze infettive polmonari o urinarie o dalle lesioni da pressione (sindrome da allettamento).
| Patologia | Sintomi Iniziali | Stato Cognitivo | Aspetti Neuro-psichiatrici | Aspetti Neurologici | Imaging |
|---|---|---|---|---|---|
AD | Perdita della Memoria. | Perdita della Memoria Episodica. | Instabilità, ansia, depressione. | Inizialmente normali. | Atrofia ippocampale e della corteccia entorinale. |
FTD | Apatia, scarsa capacità di giudizio, alterazione nella produzione/contenuto del linguaggio, iperoralità. | Deficit frontali/esecutivi, alterazioni del linguaggio; capacità di rappresentazione spaziale conservata (disegno). | Apatia, disinibizione, iperoralità, comportamenti compulsivi. | Possono essere presenti paralisi dei movimenti verticali di sguardo, rigidità assiale, distonia, mano aliena, malattia del motoneurone. | Atrofia frontale, insulare e/o temporale; di solito risparmia i lobi parietali posteriori. |
DLB | Allucinazioni visive, disturbi del comportamento del sonno REM, delirio, sindrome di Capogras, parkinsonismo. | Deficit della rappresentazione spaziale e delle funzioni frontali/esecutive; risparmio della memoria; suscettibilità a stati di delirio. | Allucinazioni visive, depressione, disturbi del sonno, deliri. | Parkinsonismo. | Atrofia parietale posteriore; ippocampi meno atrofici che in AD. |
CJD | Demenza, alterazioni dell’umore, ansia, disturbi del movimento. | Variabili, deficit frontali/esecutivi, focali corticali e mnesici. | Depressione, ansia, psicosi in alcuni casi. | Mioclono, rigidità, parkinsonismo. | Alterazione nastriforme del segnale corticale e iperintensità a livello dei gangli della base o del talamo nelle sequenze di RM di diffusione/flare |
Demenza Vascolare | Spesso ma non sempre a esordio improvviso; variabili, apatia, cadute, ipostenia focale. | Deficit frontali/esecutivi, bradipsichismo, possibile risparmio della memoria. | Apatia, deliri, ansia. | In genere rallentamento motorio, spasticità; ma l’obiettività neurologica può essere normale. | Infarti corticali e/o sottocorticali, lesioni confluenti della sostanza bianca. |
Legenda: AD: Demenza di Alzheimer – FDT: Demenza Fronto-Temporale – DLB: Demenza a corpi di Lewy – CJD: Malattia di Creutzfeldt-Jacob
(elaborato da: Harrison: Principi di Medicina Interna – Edizione 2022 (pagina)
Segnalo questa Scheda redatta sempre da Associazione Alzheimer di Chicago, relativa ai rischi domestici e come prevenire gli Incidenti Domestici, tradotta e modificata secondo il nostro Stile di Vita e Società:
Le persone affette da Alzheimer e altre forme di demenza sono a maggior rischio di infortuni o danni in determinate aree della casa. Con il progredire della malattia, potrebbero perdere la consapevolezza dei pericoli esistenti.
Si consiglia di adottare le seguenti precauzioni per creare un ambiente sicuro, che possa prevenire situazioni pericolose e contribuire a massimizzare l’indipendenza della persona il più a lungo possibile.
Consigli generali per la sicurezza domestica
Cucina
Lavanderia
Bagno
Camera da letto
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Direttore Responsabile: Dr. Gian Carlo Giuliani
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